giovedì 3 agosto 2017

Venezuela
Rinviato l’insediamento dell’assemblea costituente
L'Osservatore Romano
È stato rinviato a domani l’insediamento della contestata assemblea eletta domenica scorsa in Venezuela con il compito di riscrivere la costituzione del paese. Lo ha annunciato il presidente Nicolás Maduro denunciando «l’aggressione economica, politica e militare» che sarebbe in atto contro di lui da parte degli Stati Uniti e della comunità internazionale. «Chiedo l’appoggio di questa grande assemblea per difendere la sovranità del nostro amato paese», ha aggiunto.
Ieri intanto Antonio Mugica, l’amministratore delegato della Smartmatic, l’azienda che ha fornito il supporto logistico alle elezioni in Venezuela, ha affermato che c’è una differenza di almeno un milione di voti tra le cifre sull’affluenza annunciate dal consiglio nazionale elettorale (Cne) e quelle registrate dai sistemi elettronici della sua società. «Con il più profondo rammarico dobbiamo riferire che le cifre sull’affluenza delle votazioni del 30 giugno per l’assemblea costituente sono state manomesse, al di là di ogni dubbio», ha detto Mugica, sottolineando che «non possiamo garantire i risultati ufficiali». L’accusa è stata respinta dalla responsabile del Cne, Tibisay Lucena, che ha definito «gravi e irresponsabili» le dichiarazioni di Mugica. «Un’opinione senza precedenti da parte di un’azienda il cui unico ruolo consiste esclusivamente nel fornire i servizi tecnici e l’apparecchiatura necessaria» per le elezioni, ha aggiunto Lucena.
Secondo le cifre ufficiali del Cne, oltre 8 milioni di cittadini hanno partecipato alle elezioni, per un’affluenza pari al 41,53 per cento degli aventi diritto. L’opposizione, da parte sua, sostiene che solo 2,83 milioni di venezuelani hanno votato nella giornata di domenica.
Stando all’ex candidato presidenziale Henrique Capriles, la denuncia della Smartamatic conferma che «la costituente è una truffa». Il procuratore generale, Luisa Ortega Díaz, ha annunciato di aver aperto un’inchiesta sui presunti brogli nell’elezione. «Ho nominato due pubblici ministeri che indagheranno sui quattro direttori del consiglio elettorale nazionale per questo fatto veramente scandaloso», ha detto Ortega Díaz in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva Cnn.
Il governo, da parte sua, ha ignorato il clamore causato dalle rivelazioni della Smartmatic, procedendo con la consegna delle credenziali ai 545 membri della costituente e confermando che il nuovo organo si istallerà domani nella sede del parlamento, controllato dall’opposizione che ha vinto le elezioni politiche del 2015. Il presidente del parlamento Julio Borges ha già annunciato che non intende cedere la sede del potere legislativo alla costituente, avvertendo che si sta andando verso «uno scenario molto probabile di scontro violento» a Caracas.
Una manifestazione di protesta antichavista è stata promossa nella capitale, in concomitanza con l’insediamento del nuovo organismo.
Sul fronte internazionale, dopo la netta presa di posizione degli Stati Uniti contro Maduro, anche l’Unione europea ha annunciato di non riconoscere la legittimità dell’assemblea costituente e ha invitato il governo di Maduro «a prendere misure urgenti per porre rimedio al corso degli eventi». In una nota, l’alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, ha sostenuto che «l’elezione dell’assemblea costituente ha peggiorato in modo duraturo la crisi in Venezuela», aggiungendo che «l’Unione europea e i suoi stati membri sono pronti a rafforzare gradualmente la loro risposta, nel caso in cui i principi democratici fossero ulteriormente compromessi, e la costituzione venezuelana non fosse rispettata». Oltre a chiedere la sospensione dell’insediamento dell’assemblea, la dichiarazione rileva la «necessità» di adottare «altre misure per ricostruire la fiducia, come il rilascio di tutti gli oppositori politici detenuti».
A questo riguardo si evidenzia che c’è «profonda preoccupazione» per la sorte di Leopoldo López e Antonio Ledezma, i due leader dell’opposizione arrestati nei giorni scorsi, e si chiede «dove si trovino».
L'Osservatore Romano, 3-4 agosto 2017