venerdì 4 agosto 2017

(a cura Redazione "Il sismografo")
Card. P. Parolin, mons. D. Padrón e Presidente N. Maduro
(LB – FG) Negli annali delle note diplomatiche della Santa Sede in merito a crisi in diverse regioni del mondo, da molto tempo, non si registrava una presa di posizione come quella pubblicata poco fa con la "firma" della Segreteria di Stato a nome del Santo Padre. 
La nota si rivolge alle due parti in conflitto in Venezuela, governo e partiti di opposizione, ma in particolare al Presidente Nicolás Maduro. 
La Santa Sede dopo i 120 morti dal 4 aprile ad oggi, dopo l'elezione di costituenti senza la partecipazione dell'opposizione, dopo l'ondata di nuovi arresti arbitrari e dopo il fallimento del dialogo alla fine del 2016, "chiede a tutti gli attori politici, ed in particolare al Governo":
(1) che venga assicurato il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché della vigente Costituzione;
(2) si evitino o si sospendano le iniziative in corso come la nuova Costituente (che, anziché favorire la riconciliazione e la pace, fomentano un clima di tensione e di scontro e ipotecano il futuro);
(3) si creino le condizioni per una soluzione negoziata in linea con le indicazioni espresse nella lettera della Segreteria di Stato del 1° dicembre 2016, tenendo presenti le gravi sofferenze del popolo per le difficoltà a procurarsi il cibo e le medicine, e per la mancanza di sicurezza.
(4) venga scongiurata ogni forma di violenza, invitando, in particolare, le Forze di sicurezza ad astenersi dall’uso eccessivo e sproporzionato della forza.