mercoledì 2 agosto 2017

(Luis Badilla - Francesco Gagliano - ©copyright) Lo scorso 22 giugno lo stesso cardinale Segretario di stato Pietro Parolin ha confermato all'agenzia Askanews che nel mese di agosto, forse nella parte finale secondo alcune fonti, farà una visita a Mosca per incontrare il Presidente Vladimir Putin e il Patriarca ortodosso Kirill. Poco meno di un mese dopo, il 19 luglio scorso, nello speciale di Rai Vaticano “Francesco, il Papa del dialogo”, il porporato ha detto: “Vado in Russia come collaboratore del Papa. Come collaboratore di colui che vuole costruire ponti per far crescere, nel mondo, la capacità di comprendersi, capirsi, dialogare. Per costruire un clima e un ambiente di giustizia e di pace”. (1)
Il cardinale Parolin in passato ha già avuto occasione di incontrare sia Kirill che Putin: il Patriarca, a La Habana, il 12 febbraio 2016 e il Capo del Cremlino in Vaticano: il 25 novembre 2013 e il 10 giugno 2015. Sempre in merito a questo prossimo e importante viaggio il cardinale Parolin, rispondendo a una domanda del direttore Gianfranco Brunelli che lo ha intervistato per la rivista Il Regno, ha osservato:
"L’attenzione della Santa Sede verso l’Est europeo non è di oggi, ma è di lunga data, e non è mai venuta meno, nemmeno negli anni più bui. Essa ha sempre ritenuto importanti i rapporti e le relazioni con l’Europa orientale e con la Russia nelle diverse fasi della storia. Vale la pena di ricordare due eventi poco conosciuti, ma significativi. Nel corso della sua visita a Roma, nel 1845, lo zar Nicola I, imperatore di Russia, ebbe due colloqui con Papa Gregorio XVI. Due anni più tardi stipulerà un Accomodamento con Papa Pio IX. Le Chiese locali sono state al fianco delle loro popolazioni anche nei momenti drammatici delle persecuzioni. Non è solo il suo essere ai confini dell’Europa che rende l’Oriente europeo importante, ma anche il suo ruolo storico nell’ambito della civiltà, della cultura e della fede cristiana. C’è chi rileva che quando san Giovanni Paolo II immaginava un’Europa dall’Atlantico agli Urali non pensava a un “espansionismo occidentale”, ma a una compagine più unita di tutto il continente".

Questo prossimo sarà dunque il terzo faccia a faccia tra Parolin e Putin e avverrà alla vigilia, per così dire, del vicino ottavo anniversario dello stabilimento di rapporti diplomatici pieni tra la Sede Apostolica e il governo della Federazione Russa, annunciati subito dopo l'incontro in Vaticano - il 3 dicembre 2009 - tra Benedetto XVI e il capo dello stato russo dell'epoca, Dmitri Medvedev. L'allora Presidente russo aveva anticipato fin dal mese di luglio, sul sito internet del Cremlino, alcune dichiarazioni: "Posso solo dire che abbiamo relazioni con il Vaticano, ci sono missioni di rappresentanza da entrambe le parti, e stiamo discutendo se passare questa relazione ad un livello più alto, ossia se cambiare la nostra in una relazione caratterizzata da ambasciata e relazioni diplomatiche. Mi sembra che sarebbe perfettamente normale".
Il Vaticano e l’ex Unione Sovietica avevano già hanno stabilito relazioni diplomatiche nel 1990 con uffici di rappresentanza dopo lo storico incontro in Vaticano tra Papa Giovanni Paolo II e Mikhail Gorvaciov (1° dicembre 1989). L'incontro tra l'altro è avvenuto appena tre settimane dopo la caduta del Muro di Berlino. Era la prima volta che un Segretario generale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica entrava in Vaticano e incontrava un Papa. In precedenza erano stati ricevuti in Vaticano Nikolai Podgorny, Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell'URSS (1967) che per oltre 70 minuti parlò con Paolo VI sulla pace e sulla guerra in Vietnam. Poi toccò al Ministro degli esteri dell'URSS, Andrei Gromyko (1985) che parlò con Giovanni Paolo II per due ore; la stampa riportò allora che un tema centrale dibattuto fu la situazione della Polonia e del sindacato Solidarnosc.
Dopo Gorvaciov l'altro Presidente russo ad entrare in Vaticano per incontrare il Pontefice fu Boris Nikolayevich Yeltsin (1998) e quindi Dmitri Medvedev è stato il terzo presidente della Russia (il quinto considerando anche l'Urss) a essere ricevuto in Vaticano. 
L'attuale Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha fatto visita in Vaticano per incontrare Papa Wojtyla nel 2000 e nel 2003, poi nel 2007 con Benedetto XVI. (2)
Le relazioni tra la Santa Sede e la Russia risalgono però in sostanza alla fine del Medioevo quando nel 1474 arriva a Roma Simeon Tolbusin in qualità di ambasciatore del Principato di Moscovia presso il papa Paolo II (Pietro Barbo). Nei secoli successivi i rapporti diplomatici continuano a volte intensi e continui e a volte congelati o intermittenti. 
Le missioni stabili cominciarono nel 1802, il Papa era allora Pio VI, e si prolungarono fino al 1917, l'anno della Rivoluzione bolscevica di Lenin, durante il pontificato di Pio X. Prestare servizio diplomatico presso il Vaticano era una missione di altissimo prestigio in Russia e ciò spiega perché quattro ambasciatori e un primo Segretario diventarono, una volta rientrati in patria, Ministri degli Affari esteri dell'Impero zarista.
Con la Rivoluzione d’Ottobre le relazioni tra Vaticano e Unione Sovietica s’interrompono per riprendere formalmente 73 anni dopo, il 15 marzo 1990, poche settimane dopo lo storico incontrro tra Michail Gorvaciov e Giovanni paolo II di cui si è parlato prima. Gorvaciov fu il terzo leader comunista, dopo quelli di Polonia e Ungheria, a prendere la decisione di riattivare i rapporti diplomatici con la Santa Sede nonché l'unico leader sovietico-russo ad aver invitato formalmente il Papa, s. Giovanni Paolo II, a visitare la Russia.
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(1) Il cardinale Parolin ha anche osservato: “Mi lascerò guidare dallo Spirito. Questo viaggio, capisco, suscita interesse nell’opinione pubblica. Costruire ponti, nel caso della Russia, - spiega Parolin – è condividere relazioni bilaterali che già esistono e che toccano l’attività della Chiesa Cattolica e il dialogo con la Chiesa Ortodossa. Ma non si potrà non affrontare il contesto di attività internazionali dove la Russia ha una più attiva presenza, come il tema del Medio Oriente e della Siria o dell’Ucraina, Paese dove mi sono recato lo scorso anno”.
(2) Il 7 marzo 1963 Papa Giovanni Paolo ricevete in udienza Alexej Adjubei, con la moglie Rada figlia del leader sovietico Nikita Kruscev. (Racconto di Giacomo Galeazzi)