giovedì 3 agosto 2017

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - ©copyright) Per i medici che si occupano della salute di padre José Miguel Machorro, accoltellato nella cattedrale di Città del Messico il 15 maggio scorso, purtroppo ormai non vi è nulla più da fare. Con un comunicato ufficiale i sanitari poco fa hanno certificato la morte cerebrale del sacerdote che ieri, in condizioni disperate, era stato trasferito ad un ospedale specializzato. Le notizie al riguardo sono state confermate alla stampa dal portavoce dell'arcidiocesi di Città del Messico.
P. José Miguel Machorro Alcalá, 55 anni, venne accoltellato da un squilibrato mentre celebrava la Messa nella Cattedrale metropolitana di Città del Messico. Fin dall'inizio le condizioni di salute del sacerdote sono apparse molto delicate nonostante che a volte è sembrato che poteva superare le crisi.
I rapporti medici, fino a ieri, sono stati sempre molto drammatici. Per primo si disse che "al momento di riprendere lo stato cosciente, il sacerdote ha presentato una paralisi di tutta la parte destra del corpo, a seguito di danni al lato sinistro del cervello (ictus) a causa della mancanza di irrigazione per la grave emorragia che ha sofferto". Poi i medici osservarono: "La condizione neurologica purtroppo è peggiorata e c'è una mancanza di flusso del sangue". Sull'aggressore il Procuratore generale di Città del Messico informò tempo fa che costui, al momento del suo arresto, ha detto di chiamarsi John Rockschild ed essere di origine francese, mentre il suo vero nome è Juan René Silva Martinez, ed è originario di Matehuala, San Luis Potosí. Dai primi test risulta che Silva Martinez, 26 anni, soffre di un grave disturbo psicotico.