sabato 12 agosto 2017

L'Osservatore Romano
La situazione in Mali non è pacificata e resta il dramma dei bambini soldato. È l’allarme lanciato dalle Nazioni Unite, che riferiscono di scontri ripresi nel nord del paese e dello sfruttamento di minori. Nonostante un accordo di pace firmato nel maggio-giugno 2015, scontri sono ripresi nelle ultime settimane tra i gruppi filogovernativi armati, riuniti nella cosiddetta «Piattaforma», e gruppi del coordinamento del movimento di Azawad (Cma). E risulta evidente che bambini soldato sono presenti nelle fila dei gruppi armati che si contrappongono, così come l’Onu denuncia che bambini e ragazzine sono tenuti in ostaggio da ex ribelli tuareg a Kidal. La Cma stessa ha fatto sapere, alla fine di luglio, che decine di prigionieri si trovano nel nord est del paese, nella zona di Kidal, una città sotto il suo controllo, dopo che è stata smantellata una base del gruppo di autodifesa Tuareg Imghad e alleati (Gatia filogovernativo). Molte persone sono state uccise o ferite, tra cui un esponente della «Piattaforma».
«Siamo stati in grado di stabilire che i gruppi armati stavano usando i minori nei loro ranghi e questo è estremamente grave», ha dichiarato in un comunicato il direttore della Divisione di diritti umani della missione delle Nazioni Unite in Mali (Minusma), Guillaume Ngefa, sottolineando che accade in entrambe le fila. «Delle 33 persone attualmente detenute dalla Cma a Kidal, otto sono bambini», ha aggiunto. E Ngefa ha anche dettagliato le violazioni dei diritti umani perpetrate da entrambe le parti, e registrato in sette missioni sul campo condotte da Minusma. «Siamo stati in grado di confermare l’esistenza di due fosse comuni e due tombe individuali», ha spiegato, aggiungendo che non è ancora stato stabilito il numero dei corpi e le circostanze della loro morte. Si indaga su «alcuni casi di esecuzioni sommarie, rapimenti e torture, distruzione di proprietà», ha detto il funzionario delle Nazioni Unite, spiegando che «le vittime hanno diritto a un risarcimento» e il commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite accompagna le famiglie delle vittime a sporgere denuncia dinanzi agli organi competenti.
Il Nord del Mali tra marzo e aprile 2012 è diventato teatro di scontri tra gruppi di stampo jihadista legati ad Al Qaeda che hanno cercato di coinvolgere frange dell’esercito. Contro i gruppi armati è intervenuta la forza internazionale guidata dalla Francia. Ma, nonostante l’accordo di pace raggiunto, restano attivi alcuni gruppi armati.
L'Osservatore Romano, 11-12 agosto 2017.