sabato 5 agosto 2017

Kenya
In un clima di forte tensione. Il Kenya alla prova del voto
L'Osservatore Romano
Sono elezioni presidenziali, legislative e amministrative cariche di tensioni quelle che si terranno nei prossimi giorni in Kenya. Un voto preceduto da gravissime violenze e scontri settari. Tanto che diversi leader religiosi hanno chiesto il sostegno delle autorità per consentire al paese lo svolgimento delle elezioni nella massima tranquillità.
Il voto è stato fissato per martedì 8 agosto, ma i preparativi sono ancora in corso, così come gli ultimi comizi della campagna elettorale. In alcune regioni già si è iniziato a votare. Il presidente uscente Uhuru Kenyatta rischia in questa tornata elettorale di venire sconfitto dal rivale di lunga data, Raila Odinga. Ieri l’opposizione ha denunciato un raid della polizia in un seggio elettorale. Le forze dell’ordine, mascherate e con fucili in spalla, avrebbero intimidito il personale e avrebbero sottratto del materiale necessario allo svolgimento della consultazione.
Pochi giorni fa il cadavere del responsabile dell’organizzazione del voto elettronico, Chris Msando, è stato ritrovato mutilato e con evidenti segni di tortura. Msando, che solo due mesi fa aveva sostituito l’incaricato precedente, è stato ucciso assieme a una donna non ancora identificata. Entrambi i corpi sono stati trovati alle porte di Nairobi, nella zona Kikuyu, e sono stati immediatamente trasportati all’obitorio della capitale.
Il Kenya è uno dei più importanti paesi dell’Africa, il settimo più popolato e quello economicamente più forte nell’area del Corno d’Africa. Negli anni scorsi le elezioni kenyane sono state accompagnate da fasi drammatiche: nel 2007 violenti scontri hanno causato la morte di almeno 1300 persone. Forti polemiche ci sono state anche dopo il voto del 2013. Quattro anni fa, l’attuale presidente Kenyatta vinse con il 50,51 per cento al primo turno. Il suo rivale Raila Odinga ribadì più volte di non credere alla validità dei risultati elettorali.

L'Osservatore Romano, 5-6 agosto 2017

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“Si accettino i risultati del voto e non si incitino violenze”, ammoniscono i leader religiosi
“Si accettino i risultati elettorali e non si incitino i propri sostenitori alla violenza per contestare il voto”. È questo il senso del messaggio congiunto che i leader religiosi del Kenya hanno indirizzato ai politici alla vigilia delle elezioni generali dell’8 agosto.
“I politici devono impegnarsi pubblicamente ad accettare i risulta annunciati dalla Commissione Elettorale Indipendente (IEBC) o a presentare un ricorso alla corte se non sono soddisfatti da quanto annunciato“ affermano i leader religiosi del Kenya in una dichiarazione pervenuta all’Agenzia Fides.
“Non hanno diritto di incitare i loro sostenitori a commettere atti violenti contro altri keniani se i risultati non sono a loro favore” continuano i leader religiosi che qualificano queste azioni come “una strategia politica atroce e malvagia”
I leader religiosi affermano che i loro osservatori elettorali hanno raccolto informazioni sull’organizzazione da parte di alcuni politici di bande di giovani perché inneschino violenze da far sembrare atti di protesta spontanei, precisando di aver informato le autorità competenti su quanto da loro scoperto.
La campagna elettorale è stata funestata dall’omicidio di Chris Msando, responsabile del sistema informatico della Commissione Elettorale Indipendente del Kenya (vedi Fides 2/8/2017). Secondo fonti di stampa tre persone sono state arrestate in Uganda, in relazione dell’uccisione di Msando e della giovane donna, il cui corpo è stato trovato accanto al suo. (L.M.) (Agenzia Fides 5/8/2017)