mercoledì 2 agosto 2017

Italia
Conclusa ad Assisi la sessione di formazione del Sae. Protagoniste del movimento ecumenico
L'Osservatore Romano
Si è conclusa a Santa Maria degli Angeli (Assisi), con l’ultima preghiera mattutina tenuta dalle suore dell’Atonement di Assisi, la 54ª sessione di formazione ecumenica del Sae «“È parso bene allo Spirito santo e a noi” Riforma, profezia e tradizione nelle Chiese (Atti 15, 28)», svoltasi alla Domus pacis della cittadina umbra dal 23 al 29 luglio con presenze cristiane, ebraiche e musulmane. Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al presidente Piero Stefani, che ha seguito la sessione per la prima volta in questo ruolo.
«Il bilancio — si legge in un comunicato diffuso oggi dal Sae — si è rivelato positivo: la sessione è stata vissuta in un dialogo franco e rispettoso. Ha attirato, anche se per visite brevi, nuove presenze in ricerca e ha posto l’accento su temi fondamentali per le singole Chiese e il cammino ecumenico: la riforma, la partecipazione nella vita delle Chiese e nella liturgia, il ruolo delle donne e il rapporto uomini-donne nelle religioni — con una interessante sezione dedicata al confronto tra la rabbina Barbara Aiello e la teologa musulmana Nibras Breigheche — la relazione dei cristiani con il popolo ebraico, l’ospitalità come accoglienza e ascolto dell’altro, la Cena del Signore come creatrice dell’unico corpo di Cristo».
Le celebrazioni sono state guidate da un gruppo formato da cattolici ed evangelici, coordinato dal pastore valdese Luca Baratto e con l’animazione musicale del maestro battista Emanuele Aprile.
Nutrita la presenza ortodossa che, con l’esecuzione dell’Akathistos davanti alla Porziuncola e gli interventi dell’archimandrita Dionisios Papavasileiou, dell’arciprete Traian Valdman e del confratello padre Vladimir Laiba nelle plenarie e in due gruppi di studio, ha arricchito la sessione della spiritualità dei cristiani d’Oriente.
Interessante la realizzazione di un vademecum per le celebrazioni ecumeniche e una celebrazione per il tempo per il creato a opera del gruppo «Liturgia tra tradizione e riforme».
L'Osservatore Romano, 2-3 agosto 2017