giovedì 10 agosto 2017

Indonesia
Un centinaio di giovani musulmani hanno collaborato all’Asian Youth Day. Incontro inatteso
L'Osservatore Romano
Anche un centinaio di ragazze e ragazzi musulmani hanno contribuito al successo della settima edizione dell’Asian Youth Day, la giornata asiatica dei giovani che si è appena conclusa a Yogyakarta, in Indonesia. Si tratta di giovani aderenti ad alcune organizzazioni islamiche moderate, riuniti nel gruppo di volontari Young Muslim Fellows (Ymf).
Con entusiasmo e impegno, i volontari hanno prestato assistenza e contribuito alla sicurezza degli oltre duemila ragazzi cristiani provenienti da ventidue paesi asiatici che hanno partecipato alla manifestazione. Nell’arco dei quattro giorni, dal 2 al 6 agosto, i ragazzi musulmani hanno potuto partecipare anche a numerosi incontri sul tema della convivenza e condividere i valori delle rispettive religioni.
Si tratta di un importante risvolto interreligioso dell’Asian Youth Day, che dunque ha offerto un significativo contributo al dialogo e alla promozione della coesistenza pacifica in Indonesia, il paese a tradizione musulmana più popoloso al mondo. Soprattutto, se si considera che negli ultimi mesi la nazione ha registrato un forte aumento degli episodi di intolleranza verso le minoranze religiose. E l’avanzare di alcuni movimenti islamici radicali, oltre a minacciare la coesistenza pacifica e la tradizione pluralista nazionale, ha poi contribuito alla nascita di forti tensioni sociali.
«L’Indonesia e i suoi musulmani hanno la responsabilità della riuscita di questo evento», aveva dichiarato ad AsiaNews, alla vigilia dell’Asian Youth Day, il giovane responsabile di Ymf, Rifqi Fairuz. Promessa mantenuta, dunque. L’esperienza di dialogo più intensa tra i giovani cattolici asiatici e i coetanei musulmani è avvenuta nella terza giornata dell’Asian Youth Day, dal tema «L’unità nella diversità». I partecipanti sono stati divisi in piccoli gruppi e inviati a visitare venticinque luoghi di interesse a Yogyakarta. I volontari di Ymf hanno preso parte all’iniziativa in qualità di guide e addetti alla sicurezza. Durante l’esperienza, i giovani musulmani sono stati invitati a condividere le loro testimonianze sull’islam in Indonesia. Fairuz ha dichiarato che «quest’incontro fa sì che la nostra tolleranza non sia una tolleranza silenziosa». Infatti, continua, «siamo volontari musulmani disposti a dedicare il nostro tempo come “compagni di apprendimento” dei partecipanti all’Asian Youth Day. Siamo rappresentanti di varie organizzazioni musulmane come Nahdlatul Ulama e Muhammadiyah. La maggior parte di noi proviene dalle università islamiche intorno a Yogyakarta e da qualche scuola coranica». In tal senso, l’Asian Youth Day è stata «una buona occasione per costruire dialoghi interreligiosi e interculturali a livello asiatico, affinché la diversità non sia erosa dall’esclusivismo».

L'Osservatore Romano, 9-10 agosto 2017