mercoledì 2 agosto 2017

Indonesia
Da tutto il continente per l’Asian Youth day. Le famiglie indonesiane accolgono i giovani
L'Osservatore Romano
Continuano ad arrivare numerosi i giovani a Yogyakarta, nell’isola di Java, per partecipare alla settima edizione dell’Asian Youth Day. Molti sono ospitati da famiglie della città che si sono organizzate per garantire l’accoglienza sulla base di un’iniziativa denominata Days in Diocese. Domenica sera una folta folla di cattolici ha partecipato a Pontianak (nel Kalimantan occidentale) alla messa di benvenuto per i 160 giovani arrivati dall’India, dal Myanmar e da quattro diocesi della provincia del Borneo occidentale: Pontianak, Sanggau, Ketapang, Sintang.
L’eucaristia è stata presieduta nella cattedrale di San Giuseppe dal presidente della commissione giovanile dei vescovi indonesiani, Pius Riana Prapdi, di Ketapang, assieme al vescovo locale, monsignor Augustinus Agus. Decine di sacerdoti indiani, birmani e indonesiani hanno concelebrato.
Durante la messa monsignor Pius Riana Prapdi ha sottolineato il ruolo dei giovani come «cuore della Chiesa» e ricordando che il futuro è nelle loro mani. «L’attenzione e la cura dei giovani — ha detto — sta diventando la cosa più importante per la Chiesa. Ogni giovane è chiamato spiritualmente a diffondere la cultura della fede e della vita, i valori buoni nella società». Il presule ha quindi invitato i giovani a fare dell’incontro con i cattolici indonesiani una scuola di vita e di fede. «Innanzitutto guardando», ha detto. «Voi ora vivrete fra famiglie il cui stile è totalmente diverso dal vostro. Vedrete gioie e preoccupazioni per molti problemi sociali fra cui i danni all’ambiente. Voi dovete osservare tutto ciò con una prospettiva di fede».
In secondo luogo, ha aggiunto, «dovete parlare con loro. Condividete le vostre speranze e i vostri sogni, così che possiate disseminare valori buoni». «Il terzo passo — ha concluso monsignor Pius — comincia quando voi sarete coscienti della vostra presenza sul suolo del Borneo. Voi siete entrati in un’atmosfera diversa eppure ora sentite di avere una nuova “famiglia”. Farete l’esperienza di essere amati dai vostri ospiti indonesiani e li amerete. Questa è l’esperienza della gioia di cui parla la Bibbia e voi la condividerete con gli altri».
Nella diocesi di Malang (Java orientale) sono giunte anche delegazioni dal Vietnam, Singapore, Mongolia che, assieme ai cattolici locali delle diocesi di Atambua, Kupang e Malang, hanno partecipato alla messa di benvenuto presieduta dal vescovo di Malang, monsignor Henricus Pidyarto Gunawan. Dopo la celebrazione i giovani si sono recati in una scuola tenuta dai carmelitani, la St. Albertus’ Dempo High School, considerato il miglior istituto scolastico della città.
A Bogor (Java occidentale), i giovani arrivati da Hong Kong e dalle Filippine sono stati accolti dal vescovo Paskhalis Bruno Syukur e dal suo predecessore, monsignor Michael Cosmas Angkur. Nell’arcidiocesi di Palembang (Sumatra meridionale) si sono dati appuntamento i delegati arrivati da India e Malaysia, assieme ai giovani di sei diocesi locali: da Palembang, Medan e Sibolga (nord Sumatra); Tanjung e Karang (dalla provincia di Lampung); Padang (Sumatra occidentale); Pangkalpinang (dalla provincia di Riau). Monsignor Antonio Alwin Fernandes Barreto, vescovo del Maharashtra, per la prima volta in Indonesia, era accompagnato da 46 giovani provenienti da 20 diverse diocesi dell’India.
L'Osservatore Romano, 2-3 agosto 2017