martedì 8 agosto 2017

L'Osservatore Romano
Il Consiglio dei cristiani indiani (Gcic) ha accolto con favore la nuova legge contro il boicottaggio sociale. Con il via libera presidenziale sulle norme approvate nel 2016, il Maharashtra è diventato infatti il primo stato dell’India ad adottare una legge che intende imporre il rispetto di precise regole di convivenza fra le caste. Una novità significativa, soprattutto perché proibisce gli abusi dei consigli informali dei villaggi. «Un passo nella giusta direzione — ha detto Sajan K George, presidente del Gcic — per fermare l’oppressione nei confronti di alcune categorie di persone come i cristiani dalit».La legge considera tutti gli ambiti dei diritti umani e si pone contro le discriminazioni su basi morali, dall’accettazione sociale all’inclinazione politica o sessuale. Si spinge anche a proibire le imposizioni sulle persone al fine di far loro indossare un particolare tipo di abbigliamento o a utilizzare un particolare tipo di linguaggio. Nei villaggi, i cristiani tribali e dalit subiscono vessazioni per la loro casta e la loro fede in Gesù Cristo. «Il boicottaggio sociale — ha ricordato Sajan K George — ha anche gravi implicazioni economiche, poiché i cristiani che costituiscono la gran parte dei poveri e dei lavoratori agricoli salariati non vengono impiegati in altri lavori, non vengono riforniti di razioni alimentari e non hanno accesso ai pozzi del villaggio. Questa legge — ha concluso — darà dignità ai cristiani dalit e ai cristiani tribali, che spesso vengono espulsi dai villaggi e costretti a vivere da migranti ai margini della società».
L'Osservatore Romano, 7-8 agoso 2017.