mercoledì 2 agosto 2017

Colombia
Incontro tra autorità civile e vescovi colombiani. Contro lo sfruttamento della terra
L'Osservatore Romano
Ha lasciato una prima impressione positiva l’incontro fra il viceministro colombiano per l’attività mineraria e l’energia, Carlos Andrés Cante, e i vescovi cattolici, svoltosi nei giorni scorsi, per chiarire i principali punti di questa attività in diverse zone del paese. Mentre i presuli hanno espresso grande preoccupazione per la corruzione e il deterioramento umano, ambientale e sociale associato all’estrazione illecita, il viceministro ha sottolineato il forte contributo allo sviluppo delle comunità e il beneficio nel campo del lavoro che una corretta e controllata attività mineraria può dare al paese.
«Abbiamo un nemico comune e si chiama “estrazione illegale di minerali” e deve essere fermata da tutti. La Chiesa cattolica ha combattuto su molti fronti per aiutare la comunità, per difendere l’integrità delle persone e anche in questo siamo d’accordo, perché la Colombia è un paese con una tradizione mineraria e questa estrazione, se fatta bene, combatte la povertà e crea il benessere per le famiglie che ne beneficiano», ha detto il rappresentante del governo colombiano.
All’incontro hanno partecipato funzionari del ministero delle miniere e dell’energia, la segreteria delle attività minerarie di Antioquia, l’arcivescovo di Medellín, l’arcivescovo di Santa Fe de Antioquia, i vescovi di Jerico, Caldas, Apartadó, Sonsón, Santa Rosa de Osos e il vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Medellín.
La Chiesa è sempre stata protagonista nella difesa del territorio e della popolazione riguardo a questo settore economico del paese, proteggendo le fonti d’acqua, come nel caso della diocesi di Jerico, o contro lo sfruttamento delle risorse naturali senza controllo a Medellín e Santa Fe di Antioquia e in altri territori.

L'Osservatore Romano, 1° - 2 agosto 2017