mercoledì 9 agosto 2017

Agosto mese della solidarietà a Santiago del Cile, per ricordare l’opera del santo gesuita Alberto Hurtado Cruchaga. Iniziativa giunta alla sua sedicesima edizione che quest’anno ha come come obiettivo quello di trasmettere ai più giovani la convinzione che la felicità consiste nel dare e nel legarsi agli altri: «La felicità la ricevi quando ti doni». Numerosi senza dimora che solitamente trascorrono la notte nei dintorni del mercato della Vega Central hanno festeggiato con una colazione l’inizio della manifestazione. E per una sera la cattedrale si è trasformata in una grande mensa solidale, che ha accolto trecentocinquanta persone tra anziani, volontari, senza dimora. È stato un momento di incontro, accoglienza e gratitudine. «L’amore fa miracoli. Moltiplichiamo i miracoli di Gesù con gesti di bontà», ha detto il cardinale arcivescovo di Santiago de Chile, Ricardo Ezzati Andrello.
L’incontro è iniziato con una celebrazione e una benedizione prima di fare posto al grande tavolo solidale, allestito dai volontari che gestiscono i vari centri di accoglienza e le mense per i poveri della capitale cilena. Queste strutture accolgono bisognosi, senzatetto, stranieri, anziani, persone che vivono problemi come la mancanza di lavoro o varie forme di dipendenza.
«Non c’è differenza di colore della pelle — ha detto Ezzati Andrello — o di condizione sociale. Ci rende fratelli e sorelle il fatto che abbiamo un solo Padre, che è Dio, e un fratello, Gesù, che ha consegnato la sua vita». Successivamente il cardinale arcivescovo ha invitato a tenere sempre le porte aperte, non solo durante il mese della solidarietà, perché «i fratelli che ne hanno maggiormente bisogno possano trovare la dignità dell’affetto, dell’accoglienza, del rispetto, che si esprimono anche attraverso una tazza di caffè o un pranzo offerto; gesti che evangelizzano e rendono presente l’amore di Dio».
Anche perché, ha commentato monsignor Jorge Enrique Concha Cayuqueo, vescovo ausiliare e vicario per la pastorale sociale, «la solidarietà è un’espressione del mandato che ci chiede il Signore, soprattutto verso i più bisognosi, i più piccoli e i più poveri». In tal senso, ha aggiunto, il mese della solidarietà «esprime la vitalità della Chiesa. Magari la solidarietà fosse un’attitudine permanente durante tutta la vita, l’amore e la solidarietà ci realizzano, la vera felicità la sentiamo quando siamo servi».
In quest’ottica può anche essere letto l’annuncio dell’imminente avvio dei lavori di ristrutturazione della chiesa di San Saturnino distrutta dal terremoto del 2010. La parrocchia, situata nel Barrio Yungay, di grande valore storico e religioso, è una delle quaranta dell’arcidiocesi che forniscono supporto sociale ai migranti in città, in particolare agli haitiani. «Dopo sette anni di chiusura — ha detto il parroco, padre Juan Carlos Cortez, che finora ha celebrato in una piccola cappella provvisoria — sentivo che la comunità stava perdendo la speranza. Questo gesto ufficiale per noi significa trasformare un sogno in realtà».
L'Osservatore Romano, 9-10 agosto 2017.