giovedì 27 luglio 2017

Yemen
Denunciate dalle Nazioni Unite le condizioni in cui versa il paese. La terribile crisi dello Yemen
L'Osservatore Romano
«La peggiore epidemia di colera del mondo in mezzo alla peggiore crisi umanitaria». Così tre agenzie delle Nazioni Unite hanno definito ieri la situazione nello Yemen, paese segnato da un violentissimo conflitto che vede opposti il presidente legittimo, Abd Rabbo Mansour Hadi, sostenuto da una coalizione internazionale a guida saudita, e i ribelli huthi, vicini ai dagli uomini dell’ex presidente Saleh. Al termine di una visita nel paese, i dirigenti di Unicef, Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e Programma alimentare mondiale (Pam) hanno dichiarato: «Solo negli ultimi tre mesi sono stati registrati 400.000 casi sospetti e 1900 morti di colera.
Infrastrutture essenziali per la salute, l’acqua e lo smaltimento dei rifiuti sono paralizzate da due anni di ostilità. Questo ha creato le condizioni ideali per il diffondersi della malattia». Antony Lake, a capo dell’Unicef, Tedros Adhanom Ghebreyesus dell’Oms e David Beasley del Pam hanno spiegato, in una nota diffusa ieri ad Aden, che il paese è alla fame: «Il 60 per cento della popolazione non sa da dove verrà il loro prossimo pasto. Oltre due milioni di bambini sono gravemente malnutriti. La malnutrizione li rende più vulnerabile al colera: un circolo vizioso».
In due anni di guerra hanno perso la vita quasi cinquemila persone e più di tre milioni di abitanti sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. In un paese allo stremo, 19 milioni di persone — il settanta per cento della popolazione — ha bisogno di aiuti umanitari immediati per sopravvivere. Per l’Onu «urge lanciare una campagna internazionale per fermare una delle più gravi epidemie della storia».
L'Osservatore Romano, 27-28 luglio 2017