domenica 2 luglio 2017

Avvenire
(Filippo Rizzi) Un gesuita mite e riservato rimasto, seppur da arcivescovo e segretario dell’ex Sant’Uffizio sempre  nel corso di questi anni un “teologo professore” della Pontificia Università Gregoriana – (la sede  scelta ancora oggi come sua abitazione privata da cui raggiunge a piedi o spesso in autobus il suo  luogo di lavoro in Vaticano) – prestato al servizio della Sede Apostolica. È il profilo e lo stile –  sempre lontano dai riflettori dei media – che ha contraddistinto l’azione dello spagnolo Luis Ladaria Ferrer in questi anni nella sua veste di segretario della Congregazione per la dottrina della fede. A  designarlo in questo delicato incarico fu proprio papa Benedetto XVI il 9 luglio 2008.E pochi  giorni dopo a consacrarlo vescovo (il 26 luglio) fu l’allora segretario di Stato il cardinale Tarcisio  Bertone. Una nomina che rappresentò un  unicum  e una novità assoluta nella storia del dicastero  vaticano – (la prima fra le Congregazioni della Curia Romana) – : mai fino ad allora un figlio di  Sant’Ignazio – (se si esclude il “caso” di san Roberto Bellarmino nel Seicento) – era stato chiamato  a ricoprire un ruolo di governo all’interno dell’ex Sant’Uffizio. Nato a Manacor, la seconda città,  dopo Palma, dell’isola di Maiorca nelle Baleari, il 19 aprile 1944, Ladaria si è laureato in  giurisprudenza presso l’Università di Madrid nel 1966, anno in cui fa il suo ingresso nella  Compagnia di Gesù. Ha compiuto gli studi di filosofia e teologia all’Università Pontificia Comillas  (Spagna) e presso la  Philosophisch-theologische Hochschule Sankt Georgen  di Francoforte: tra i  compagni di studi di quei corsi figurerà anche il gesuita e futuro teologo di fama internazionale Jon  Sobrino. Padre Ladaria viene ordinato sacerdote il 29 luglio del 1973. Due anni dopo nel 1975 ha  conseguito il dottorato in teologia (il cui relatore della tesi era il patrologo gesuita Antonio Orbe)  alla Pontificia Università Gregoriana con una dissertazione su  «Lo Spirito Santo in Sant’Ilario di  Poitiers»  . E non a caso la figura del santo, vescovo di Poitiers dottore della Chiesa e autore del  famoso trattato  De Trinitate  è stata sempre una delle stelle polari della ricerca scientifica come  racconterà lo stesso Ladaria in un’intervista al mensile  30 Giorni  nel 2008. Fondamentali nella  formazione scientifica del neo prefetto della Congregazione per la dottrina della fede sono gli  incontri con dei “veri maestri della fede e della teologia contemporanea” come Alois Grillmeier  (futuro cardinale creato da Giovanni Paolo II) e Juan Alfaro. Altre figure di riferimento per Ladaria  soprattutto negli anni della sua maturità teologica e spirituale –sono stati anche due altri gesuiti e  consultori dell’ex Sant’Uffizio – creati poi cardinali proprio da Benedetto XVI – come il canonista  Urbano Navarrete e il teologo tedesco Karl Josef Becker. Docente di teologia dogmatica prima  all’Università Pontificia Commillas e poi alla Gregoriana (di cui è stato anche vice rettore) dal 1992 al 1997 – per voler dell’allora cardinale Joseph Ratzinger – viene nominato membro della  Commissione teologica internazionale e dal 2004 ne è segretario generale (succedendo in questo  prestigioso incarico al cardinale domenicano Georges Marie Martin Cottier). Nel 1995 viene  nominato da Giovanni Paolo II consultore della Congregazione per la dottrina della fede. Un gesuita mite e umile definito solo pochi anni fa durante un convegno alla Gregoriana del novembre del  2014 dedicato all’opera teologica di Ladaria dal suo predecessore il cardinale Müller come «un  amico, stimato teologo e confratello nell’episcopato».