venerdì 14 luglio 2017

Vaticano
Messaggio del Papa al congresso «Laudato si’ e grandi città» Rispetto responsabilità e relazione
L'Osservatore Romano
Rispetto e responsabilità nei confronti dell’ambiente e un miglioramento nelle relazioni umane tra gli abitanti delle metropoli, dove invece prevale un modello di società sempre più chiusa e diffidente: li ha invocati Papa Francesco intervenendo con un messaggio ai lavori del congresso internazionale «Laudato si’ e grandi città» in corso a Rio de Janeiro dal 13 al 15 luglio. Organizzati dalla fondazione «Antoni Gaudí para las Grandes Ciudades» e dall’arcidiocesi carioca, i lavori hanno per tema le sfide delle metropoli urbane alla luce dell’enciclica del Pontefice sulla cura del creato.
Nel suo messaggio Francesco auspica maggior rispetto per l’acqua, la cui «scarsità mette in pericolo la vita di milioni di persone» ed esorta a non «restare a braccia conserte, quando constatiamo una grave diminuzione della qualità dell’aria e l’aumento della produzione di rifiuti non adeguatamente smaltiti». Infine denuncia «una crescente mancanza di relazione» nei contesti cittadini con il conseguente invito a rompere «i muri che isolano ed emarginano».
Rispetto, responsabilità e relazione: è la «regola delle tre r» indicata da Papa Francesco ai partecipanti al congresso internazionale «Laudato si’ e grandi città» in corso a Rio de Janeiro, dal 13 al 15 luglio. Organizzato dalla fondazione «Antoni Gaudí para las Grandes Ciudades» — presieduta dal cardinale Lluís Martínez Sistach — in collaborazione con l’arcidiocesi brasiliana, il convegno ha tra i principali temi in agenda l’acqua potabile, la qualità dell’aria e lo smaltimento dei rifiuti. Approfondite alla luce dell’enciclica del Pontefice sulla cura della casa comune, le tematiche ambientali sono poste in relazione con gli aspetti sociali, etici e di gestione delle metropoli urbane. Pubblichiamo una nostra traduzione del messaggio che il Papa ha inviato in occasione dei lavori nella città carioca.
A Sua Eminenza il Cardinale Lluís Martínez Sistach Arcivescovo emerito di Barcellona
Caro fratello,
saluto cordialmente lei e tutti coloro che partecipano a questo evento: il Congresso internazionale «Laudato si’ e grandi città».
Nella Lettera enciclica Laudato si’ faccio riferimento a varie necessità fisiche che ha l’uomo di oggi nelle grandi città e che devono essere affrontate con rispetto, responsabilità e relazione. Sono tre “r” che aiutano a interagire congiuntamente dinanzi agli imperativi più essenziali della nostra convivenza.
Il rispetto è l’atteggiamento fondamentale che l’uomo deve assumere con il creato. Lo abbiamo ricevuto come un dono prezioso e dobbiamo sforzarci affinché le generazioni future possano continuare ad ammirarlo e a beneficiarne. Questa cura dobbiamo insegnarla e trasmetterla. San Francesco d’Assisi nel suo Cantico delle creature diceva: «Laudato si’, mi’ Signore, per sor’acqua, la quale è multo utile e humile et pretiosa e casta». In questi aggettivi si esprimono la bellezza e l’importanza di tale elemento, che è indispensabile per la vita. Come altri elementi creati, l’acqua potabile e pulita è espressione dell’amore attento e previdente di Dio per ognuna delle sue creature, essendo un diritto fondamentale, che ogni società deve garantire (cfr. Laudato si’, n. 30). Quando non le si presta l’attenzione che merita, diventa fonte di malattie e la sua scarsità mette in pericolo la vita di milioni di persone. È un dovere di tutti creare nella società una coscienza di rispetto per l’ambiente circostante; ciò reca beneficio a noi e alle generazioni future.
La responsabilità dinanzi al creato è il modo in cui dobbiamo interagire con esso e costituisce uno dei nostri compiti primordiali. Non possiamo restare a braccia conserte, quando constatiamo una grave diminuzione della qualità dell’aria e l’aumento della produzione di rifiuti che non vengono adeguatamente smaltiti. Queste realtà sono conseguenza di una forma irresponsabile di manipolazione del creato e ci invitano a esercitare una responsabilità attiva per il bene di tutti. Inoltre osserviamo un’indifferenza di fronte alla nostra casa comune e, purtroppo, di fronte a tante tragedie e bisogni che colpiscono i nostri fratelli e le nostre sorelle. Questa passività dimostra la «perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile» (Laudato si’, n. 25). Ogni territorio e governo dovrebbe incentivare modi di agire responsabili nei suoi cittadini affinché, con inventiva, possano interagire e favorire la creazione di una casa più vivibile e più salutare. Se ognuno metterà quel poco di responsabilità che gli corrisponde, si otterrà molto.
Nelle grandi città, come pure nelle zone rurali, si osserva una crescente mancanza di relazione. Indipendentemente dalle cause che la generano, il flusso costante di persone crea una società più plurale, multiculturale, che è un bene, produce ricchezza e crescita sociale e personale; ma fa anche sì che questa società sia sempre più chiusa e diffidente. La mancanza di radici e l’isolamento di alcune persone sono forme di povertà, che possono degenerare in ghetti e originare violenza e ingiustizia. L’uomo è invece chiamato ad amare e a essere amato, stabilendo vincoli di appartenenza e legami di unità con tutti i suoi simili. È importante che la società lavori congiuntamente in ambito politico, educativo e religioso per creare relazioni umane più calorose, che rompano i muri che isolano ed emarginano. Ciò si può ottenere attraverso gruppi, scuole, parrocchie ecc., che siano capaci di costruire con la loro presenza una rete di comunione e di appartenenza, per favorire una convivenza migliore e riuscire a superare tante difficoltà. In tal modo, «qualsiasi luogo smette di essere un inferno e diventa il contesto di una vita degna» (Laudato si’, n. 148).
Affido all’intercessione della Vergine Santa, Regina del cielo e della terra, queste giornate di studio e di riflessione. Che il suo consiglio e la sua guida orientino le vostre decisioni a favore di un’ecologia integrale che protegga la nostra casa comune e costruisca una civiltà sempre più umana e solidale.
Vi chiedo, per favore, di pregare per me; e prego il Signore affinché vi benedica.
Vaticano, 12 giugno 2017
Francesco