venerdì 7 luglio 2017

L'Osservatore Romano
Diventerà presto la nona parrocchia dall’arcidiocesi di Izmir, guidata da monsignor Lorenzo Piretto, la sala di preghiera cattolica che si trova a Selçuk, in Turchia, nelle vicinanze dell’antica Efeso, dove sorge la tomba di san Giovanni apostolo. La sala, aperta con tutti i permessi richiesti, è chiamata la “piccola chiesa” dell’associazione Emmaus Chiesa cattolica di Selçuk.
Alla sua custodia e alle liturgie pensano i cappuccini della vicina Casa della Madonna, due polacchi e un romeno coadiuvati da due famiglie turche cristiane, tornate in patria dopo un soggiorno in Italia. Della nuova parrocchia farà probabilmente parte anche un buon numero di famiglie e di giovani provenienti dal Rinnovamento nello Spirito santo.
La sala di preghiera, come detto, si trova in un luogo unico al mondo: di fronte alla basilica in cui si venera la tomba dell’apostolo san Giovanni, fatta costruire dall’imperatore Giustiniano nel 548. A Selçuk si è formata tempo fa una consistente comunità cristiana.
Essendo proibito costruire nuovi luoghi di culto, in base a una legge in vigore dal 1923, anni fa i cattolici accettarono il suggerimento dei protestanti di aprire una sala di preghiera, permessa dalla legge, in cui si radunano ortodossi, siriani, armeni, caldei, protestanti, in gran parte commercianti che hanno lasciato il gran bazar di Istanbul per il crollo del turismo e si sono stabiliti a Selçuk, una cittadina a pochi chilometri da Kuşadasi, dove approdano tutte le navi da crociera che sbarcano migliaia di turisti interessati alle rovine dell’antico capoluogo dell’Asia minore e alla Casa della Madonna, posta sulla cosiddetta Collina dell’usignolo.
L'Osservatore Romano, 6-7 luglio 2017.