martedì 4 luglio 2017

L'Osservatore Romano
I giornalisti, in particolare quelli cristiani, «devono sempre dire la verità, per servire fedelmente nostro Signore Gesù», e hanno una grande responsabilità nell’obiettivo comune del raggiungimento di una pace stabile e duratura: lo ha detto ieri il patriarca ecumenico Bartolomeo, ricevendo nella chiesa di San Giorgio al Fanar una delegazione di giornalisti ucraini.
«L’unità e la pace sono fortemente desiderate dal popolo e dalla Chiesa in Ucraina. Questo spirito di unità è al tempo stesso un tesoro fragile e un dono dall’alto, che Dio ci ha affidato affinché noi lo custodissimo», ha osservato l’arcivescovo di Costantinopoli, auspicando, con la preghiera, che «la guerra fratricida cessi». Bartolomeo, dopo aver sottolineato la «significativa funzione della professione giornalistica in un mondo di comunicazione istantanea», ha citato il principe Jaroslav I di Kiev come grande figura di cristiano, il legame fra il patriarcato e l’Ucraina, la sua visita nel 2008, la preoccupazione degli ultimi anni. Ma «la Chiesa madre non può mai dimenticare i suoi figli spirituali, soprattutto nei momenti di prova e difficoltà».
L'Osservatore Romano, 3 - 4 luglio 2017.