venerdì 21 luglio 2017

Svizzera
Iniziativa del Wcc. A scuola di giustizia climatica
L'Osservatore Romano
Acqua, cibo, clima: elementi fondamentali per la vita delle persone e dei popoli, oggi particolarmente a rischio in tempi di inquinamento sfrenato e di sfruttamento sconsiderato delle risorse del pianeta. Su tutto ciò si rivolge in questi giorni nuovamente l’attenzione del World Council of Churches (Wcc). Esperti e volontari dell’organismo ecumenico con sede a Ginevra stanno preparando gli ultimi dettagli della spedizione che dal 24 luglio e per oltre dieci giorni li vedrà impegnati a Lilongwe, capitale del Malawi, per dare vita alla prima eco-scuola dedicata proprio al tema «Acqua, cibo e cambiamenti climatici».
L’iniziativa, rende noto l’agenzia Nev.it, è promossa in collaborazione con l’Ecumenical Water Network e l’Ecumenical Advocacy Alliance. La scuola vedrà la partecipazione di una ventina di giovani tra i 18 e i 30 anni, uomini e donne, appartenenti alle chiese e alle comunità ecclesiali africane aderenti al Wcc o collegate alle altre due organizzazioni promotrici.

Fino al 3 agosto, i partecipanti avranno la possibilità di studiare le cause e le manifestazioni locali e globali della crisi idrica e dell’insicurezza alimentare alla luce dei cambiamenti climatici. Il nesso tra questi tre fondamentali elementi — acqua, cibo, clima — è infatti estremamente profondo e ovviamente condiziona direttamente la sostenibilità e la sopravvivenza di intere comunità, soprattutto nelle regioni più povere del pianeta. Basti pensare che a oggi sono quasi ottocento milioni le persone (una su nove nel mondo) che soffrono la fame, circa un miliardo e ottocentomila quelle costrette a bere acqua contaminata e ben due miliardi e quattrocentomila quelle che non hanno accesso ai servizi igienici e sanitari di base.
Nelle intenzioni dei promotori, l’eco-scuola si prefigge di esaminare in primo luogo le sfide imposte dal cambiamento climatico dalla prospettiva della fede e dell’etica cristiana, cercando possibili risposte ecumeniche. Lo scopo generale delle giornate di formazione è quindi quello di offrire ai partecipanti una comprensione di base delle crisi idriche e alimentari legate al cambiamento climatico, offrendo nel contempo strumenti etici e teologici qualificati per affrontare in un’ottica cristiana problematiche così importanti. Con l’obiettivo, spiegano gli organizzatori, di promuovere una sorta di eco-attivismo all’interno delle varie comunità cristiane e definire insieme ai partecipanti iniziative e nuove azioni concrete.
In tale prospettiva, i corsi saranno articolati non soltanto attraverso tradizionali lezioni e laboratori ma anche attraverso visite sul campo per verificare direttamente, in alcune situazioni particolarmente penalizzate, le disastrose conseguenze del cambiamento climatico.
L'Osservatore Romano, 20-21 luglio 2017