sabato 15 luglio 2017

Stati Uniti
Nel 2016 uccisi duecento attivisti impegnati a difesa dell’ambiente
L'Osservatore Romano
Il 2016 è stato un anno nero per quanti si sono impegnati a difendere l’ambiente. Secondo l’ong Global Witness, con sede a Washington e a Londra, che ha pubblicato un rapporto, sono almeno 200 gli attivisti ambientalisti uccisi durante lo scorso anno. Di questi almeno il 40 per cento è costituito da individui delle tribù indigene. L’anno passato, è stato il più cruento per i volontari in difesa dell’ambiente.
«La battaglia per la tutela del pianeta sta diventando sempre più dura e sta aumentando il prezzo in vite umane» ha spiegato Ben Leather di Global Witness. L'aumento denunciato dalla ong è preoccupante: nel 2015 le vittime erano state 185. Ma anche il numero dei paesi coinvolti è aumentato (24 nel 2016 contro 16 nel 2015).
E gli analisti sottolineano che le cifre purtroppo rischiano di essere imprecise per difetto. È probabile che il numero reale degli uccisi «sia più alto», ha dichiarato l’organizzazione, che si occupa di elaborare questo censimento da 15 anni. In molti casi le uccisioni sono avvenute durante proteste pacifiche che poi hanno subito una dura repressione da parte della polizia locale, con la conseguenza di finire nel sangue, ha riferito Billy Kyte, un altro esponente di Global Witness.
L'Osservatore Romano, 14-15 luglio 2017