giovedì 27 luglio 2017

Spagna
Profonda preoccupazione per la mancanza di posti di lavoro dignitoso, per la precarietà nei rapporti tra datore e dipendente e per l’insicurezza di un futuro lavorativo che genera frustrazione, ansia e depressione, sono stati espressi, in un documento congiunto, da quarantadue movimenti di lavoratori cristiani provenienti da Africa, America, Asia ed Europa, riuniti nei giorni scorsi ad Ávila, in Spagna, per discutere della situazione economica e sulla crisi occupazionale nel mondo contemporaneo. L’evento è stato promosso dal Movimento mondiale dei lavoratori cristiani (Mmtc) nel contesto della sua assemblea generale. «Le nostre sfide — si legge nel comunicato finale del Mmtc — sono di continuare a evangelizzare il mondo del lavoro, annunciando la buona notizia che comporta il progetto di umanizzazione che Dio ha per ciascuno e mettendo la persona, a sua immagine e somiglianza, al centro di tutte le preoccupazioni».
Movimento di educazione, di formazione e di evangelizzazione, l’Mmtc fonda il proprio impegno sulla fede in Gesù Cristo, sul Vangelo e sulla dottrina sociale della Chiesa. Si rivolge a operai e operaie, disoccupati, persone in situazioni di precariato, pensionati, casalinghe, che, raccogliendo le sfide dei tempi, si impegnano insieme ad altri — qualunque sia la loro razza, cultura o religione — per migliorare le proprie condizioni di vita e costruire una società senza esclusi. Quest’anno il movimento ha festeggiato i suoi cinquant’anni di attività e i suoi membri hanno voluto «ringraziare Dio per questi cinquanta anni di presenza cristiana nel mondo del lavoro e di cammino accanto a molti fratelli lavoratori, condividendo le loro sodddisfazioni e le speranze, le loro gioie e dolori. Siamo accompagnati — si legge nel testo — nella nostra evangelizzazione da Papa Francesco, che nel suo messaggio ai partecipanti a questo incontro, attraverso il vescovo di Ávila, ci invita a un rinnovato slancio per portare il Vangelo al mondo del lavoro e anche perché la voce dei lavoratori continui a risuonare nella Chiesa e a combattere perché tutti vivano secondo la loro dignità e nessuno sia escluso». Consapevole dei propri limiti ma anche dell’impegno di altre importanti realtà, «il Movimento mondiale dei lavoratori cristiani vuole continuare a crescere, in collaborazione con altre realtà, al fine di costruire un mondo più giusto, solidale e sostenibile. Offriamo il nostro impegno, il nostro lavoro e le nostre lotte, a tutti i lavoratori del mondo per rispondere alla nostra missione evangelizzatrice e, di conseguenza, adeguare l’organizzazione del Mmtc per meglio rispondere a questo compito».
Nel documento finale vengono elencate una serie di iniziative da intraprendere nell’immediato. In particolare, rafforzare l’impegno per una revisione della vita, coerentemente con la fede in Gesù Cristo, il Vangelo e la dottrina sociale cattolica; promuovere il rapporto tra movimenti e pastorale del lavoro; analizzare, a livello locale, la situazione dei lavoratori e delle lavoratrici, denunciando situazioni di violazioni dei diritti e proteggendo la dignità della persona; promuovere le pari opportunità per uomini e donne in tutti i settori; esigere un lavoro dignitoso per tutti.
L'Osservatore Romano, 26-27 luglio 2017.