venerdì 28 luglio 2017

Russia
Nella bozza del catechismo ortodosso russo. Sanzioni per i sabotatori dell’ecumenismo
L'Osservatore Romano
«La Chiesa condanna chi, usando informazioni false, deliberatamente distorce il lavoro della Chiesa ortodossa nella sua testimonianza di fronte al mondo non ortodosso e coscientemente diffama le autorità ecclesiastiche, accusandole di “tradimento” dell’ortodossia». Chi si rende responsabile di tali comportamenti, dovrà essere sottoposto a sanzioni canoniche.
È quanto afferma la bozza di Catechesi della Chiesa ortodossa russa, che con l’autorizzazione del patriarca Cirillo, è stata pubblicata dalla Commissione teologico-biblica, per una ampia discussione.
L’idea di dar vita a un nuovo catechismo era sorta per la prima volta nel corso del Consiglio dei vescovi nel 2008 e la prima versione di questo testo è stata completata nel gennaio del 2016, prima di essere sottoposta alla revisione dei membri permanenti del Santo Sinodo, dei primati delle Chiese autonome del Patriarcato, del primo gerarca della Chiesa ortodossa russa fuori della Russia, dei capi delle istituzioni sinodali e delle scuole teologiche e dei vescovi diocesani che hanno espresso il desiderio di partecipare a tale processo. Mentre alcune parti del testo — riguardanti le basi della fede ortodossa, l’ordinamento canonico e la vita liturgica e le basi della dottrina morale — sono state conseguentemente a tale processo modificate, altri capitoli della bozza di testo sono stati dichiarati “non negoziabili”. Tra questi, quello relativo appunto ai «Principi basilari dell’atteggiamento della Chiesa ortodossa russa nei confronti dei non ortodossi», nel quale si riprende un passaggio della dichiarazione prodotta durante l’incontro panortodosso di Salonicco nel 1998. Tale passaggio — citato in apertura di questo articolo — si riferisce, non solo agli scismatici ma anche a «certi gruppi estremisti all’interno delle Chiese ortodosse» che usano il tema dell’ecumenismo per criticare la leadership della Chiesa, e quindi «tentando di creare divisioni e scismi».

L'Osservatore Romano, 28-29 luglio 2017