sabato 15 luglio 2017

ONU
Iniziativa dell’Onu. Bisogna distinguere l’odio dalla religione
L'Osservatore Romano
Le Nazioni Unite hanno lanciato ieri un piano per responsabilizzare i leader religiosi nella prevenzione dei radicalismi e della violenza. «La voce, l’autorità e il ruolo esemplare dei capi religiosi sono cruciali» ha detto il segretario delle Nazioni Unite, António Guterres. «Questa convinzione ha condotto allo sviluppo dell’iniziativa che lanciamo oggi» ha spiegato Guterres durante la cerimonia al palazzo di Vetro con cui è stato presentato il progetto.
Tecnicamente, l’iniziativa si chiama Piano di azione di Fès, dal nome della città marocchina in cui si sono svolti i due anni di negoziati tra il consigliere speciale Onu sulla prevenzione del genocidio, Adama Dieng, e i rappresentanti di diverse religioni.
«Questo piano è basato su un impegno che punta a promuovere la pace, la comprensione, il rispetto reciproco e i diritti fondamentali di tutte le persone» ha sottolineato Guterres. Questi diritti fondamentali «comprendono i diritti alla libertà di religione e di convinzione, di opinione e di espressione, nonché di associazione pacifica». Il piano di azione appena lanciato «definisce un ampio raggio di modi in cui i leader religiosi possono impedire l’incitazione alla violenza e contribuire alla pace e alla stabilità». In particolare, il piano sottolinea l’importanza delle donne e dei giovani in tutte le iniziative di prevenzione della violenza e contiene raccomandazioni per gli stati e la comunità internazionale.
Secondo il segretario generale, «tutte le religioni insegnano il rispetto della vita e riconoscono che gli esseri umani sono essenzialmente uguali». Tali principi «ci chiedono di dimostrare rispetto per tutti gli esseri umani, anche per coloro con i quali potremmo essere in profondo disaccordo o le cui culture potrebbero sembrarci estranee». Guterres ha auspicato la diffusione più ampia possibile del piano di azione. Esso, infatti, «può aiutare a salvare delle vite umane, a ridurre le sofferenze e a realizzare la nostra visione condivisa di società pacifiche, inclusive e giuste, nelle quali la diversità sia valorizzata e i diritti di tutti gli individui protetti».

L'Osservatore Romano, 15-16 luglio 2017