lunedì 10 luglio 2017

Mondo
L'11 luglio è la Giornata Mondiale della Popolazione
(a cura redazione "Il sismografo")
(FG) L'11 luglio giunge alla sua 28esima edizione la Giornata Mondiale della Popolazione. Istituita nel 1989, con la decisione 89/46, dal Consiglio direttivo del programma di Sviluppo delle Nazioni Unite e celebrata per la prima volta nel 1990, la Giornata si pone l’obiettivo di migliorare la consapevolezza dei problemi della popolazione mondiale, ponendo l’attenzione sull’importanza di riservare alle questioni demografiche un ruolo primario all’interno dei piani e dei programmi di sviluppo globali. Ogni anno il tema posto al centro della riflessione è diverso e quest'anno il Consiglio direttivo della Nazioni Unite ha scelto quello della Pianificazione familiare: dare potere alle persone per lo sviluppo dei Paesi. Una pianificazione familiare sicura e voluta non è solamente un diritto di ogni essere umano ma è altresì alla base dell’uguaglianza di genere e dell’emancipazione femminile, e un fattore chiave nella lotta alla povertà.
A tal proposito il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres ha dichiarato: «Quarant’anni fa, i leader del mondo riconoscevano il diritto fondamentale di ogni individuo a determinare liberamente e responsabilmente quanti figli avere e quando. Il quinto degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, migliorare la salute materna, afferma tale diritto anche se ad oggi i progressi per il raggiungimento di questo obiettivo sono stati scarsi. In occasione della Giornata internazionale della popolazione, è cruciale soffermarsi sull’importanza della pianificazione familiare per realizzare con successo gli obiettivi».
La pianificazione familiare salva vite: permette alle coppie di decidere se e quando avere figli, preserva la salute di donne e bambini, dà loro la possibilità di portare avanti gli studi e di lavorare e aumenta le loro capacità di risparmiare, contribuire all’economia e investire nella salute e nell’educazione dei loro figli. In poche parole, contribuisce al benessere delle comunità e a rafforzarne l’economia. Si stima che nel 2017, nei paesi in via di sviluppo 308.000 donne moriranno a causa di complicazioni dovute alla gravidanza e che 2,7 milioni di bambini moriranno nel primo mese di vita.