martedì 4 luglio 2017

L'Osservatore Romano
Prima, dal 17 al 23 giugno, il pellegrinaggio in Russia di una delegazione di igumeni e monaci copti, poi, dal 27 al 29, ad Astana, in Kazakhstan, la riunione della relativa Commissione per il dialogo: si rafforzano i buoni legami tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa ortodossa copta, già sottolineati il 23 maggio scorso a Mosca nell’incontro fra i patriarchi Cirillo e Teodoro, durante il quale erano stati messi in evidenza i passi avanti compiuti dalle relazioni bilaterali e le prospettive di sviluppo del lavoro comune.Ad Astana i membri della Commissione per il dialogo — co-presieduta da parte russa dal vescovo di Kaskelen, Gennadius, e da parte copta dal metropolita di Los Angeles, Serapion — hanno constatato con soddisfazione il successo dei contatti fra i rappresentanti del monachesimo, grazie alle visite reciproche di igumeni e monaci compiute nel 2016 e nel 2017. Incontri che proseguiranno nei mesi a venire. Sono stati discussi anche progetti comuni in campo sociale: a marzo una delegazione della Chiesa copta si è recata in Russia, lo stesso faranno, andando in Egitto, rappresentanti del patriarcato di Mosca. Notevoli i rapporti in ambito accademico: sono stati promossi programmi di scambio di studenti e responsabili copti hanno partecipato a conferenze di teologia organizzate dall’Istituto di studi superiori «Santi Cirillo e Metodio»; teologi russi sono stati a loro volta invitati a forum che la Chiesa copta sta cercando di allestire soprattutto nelle proprie diocesi all’estero. Uno degli obiettivi è quello di contribuire al dialogo fra la Chiesa ortodossa e la grande famiglia delle Chiese orientali, in particolare attraverso consultazioni bilaterali fra i teologi. Al riguardo l’arciprete Oleg Davydenkov, docente all’università San Tikhon, ha presentato una relazione con i differenti punti che serviranno per formulare la lista delle questioni da approfondire in tali riunioni.
I lavori di Astana hanno affrontato inevitabilmente gli atti di terrorismo compiuti in Egitto contro i fedeli copti, dagli attentati perpetrati nelle chiese al Cairo, Alessandria e Tanta all’attacco di un pullman di pellegrini sulla strada di Al-Minya, agli attentati in Sinai con decine e decine di vittime fra i cristiani. I rappresentanti copti hanno ringraziato gli ortodossi russi per il loro sostegno — messaggi, nell’immediatezza delle azioni criminose, sono stati inviati a Teodoro sia dal patriarca Cirillo che dal metropolita Ilarione — e più in generale per gli sforzi intrapresi a difesa delle comunità cristiane nei paesi dove vengono perseguitate.
La Commissione per il dialogo fra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa ortodossa copta è stata creata nel 2015 conformemente a un accordo stabilito fra i due primati. La prima riunione si è svolta al Cairo nel febbraio 2016, dando il via alla realizzazione di numerosi progetti comuni. Quello di Astana è stato il secondo incontro mentre la terza riunione avrà luogo nel febbraio 2019 a Los Angeles. Da sottolineare, in Kazakhstan (che nell’ottobre 2018 ospiterà il sesto Congresso dei leader delle religioni mondiali tradizionali), il colloquio che i membri delle due delegazioni hanno avuto, tra gli altri, con il nunzio apostolico, arcivescovo Francis Assisi Chullikat.
Di grande importanza è stato anche il viaggio compiuto alcuni giorni prima in Russia da un gruppo di igumeni e monaci copti, guidato dal vescovo Daniele, superiore del monastero di San Paolo eremita. Durante il soggiorno hanno visitato chiese e monasteri a Mosca e nei dintorni della capitale.
Domenica 18 giugno la delegazione copta ha assistito alla divina liturgia nella chiesa di Cristo Salvatore celebrata dal patriarca Cirillo, con il quale si sono in seguito intrattenuti a colloquio. Lo stesso giorno hanno visitato il celebre monastero della Trinità di San Sergio, a Sergiev Posad.
L'Osservatore Romano, 3 - 4 luglio 2017.