martedì 4 luglio 2017

L'Osservatore Romano
Formazione, reinserimento socio-professionale, miglioramento dei servizi sanitari: questi i principali ambiti di azione dei 115 progetti finanziati dal comitato per gli interventi caritativi a favore del terzo mondo della Conferenza episcopale italiana (Cei). L’importo dello stanziamento, che proviene dai fondi dell’8 per mille, è di oltre 13 milioni di euro, cifra che sarà ripartita tra le diverse iniziative individuate dal comitato: 89 in Africa; 12 in America latina; 13 in Asia; 1 in Medio oriente.Tra i progetti in Africa — viene evidenziato in un report diffuso dalla Cei — si segnalano l’edificazione di un sistema di approvvigionamento idrico per i residenti del centro di recupero per persone dipendenti da alcool, droga e fumo di Gouyalé-Tougan in Burkina Faso e la costruzione della scuola di formazione «Pace e diritti umani» nel territorio di Bujumbura, in Burundi. Come pure la realizzazione di un centro per la reintegrazione socio-economica dei giovani vittime dell’espulsione e della pulizia etnica a Mweka, nella Repubblica Democratica del Congo, e il consolidamento delle attività dell’ospedale Regina Pacis in Togo, in particolare quelle volte a ridurre la mortalità infantile, quella materna e a combattere l’aids.
Per quanto riguarda, invece, i 12 piani di lavoro che prenderanno l’avvio in America latina, spiccano la sensibilizzazione ambientale e la formazione della comunità degli Yungas, in Bolivia, attraverso la riforestazione di 75 ettari, e l’accompagnamento al reinserimento socio-professionale dei ragazzi di strada di Haiti.
A questi interventi si aggiunge la campagna di durata triennale denominata «Liberi di partire, liberi di restare», a cui la Cei ha destinato 30 milioni di euro dai fondi dell’8 per mille. La strategia di intervento prevede azioni sulle rotte dei migranti a partire dalle realtà locali nei paesi di origine, in quelli di transito e in Europa. Tra i beneficiari privilegiati soprattutto i minori e le loro famiglie, le vittime della tratta e le fasce più deboli.
L'Osservatore Romano, 3 - 4 luglio 2017.