venerdì 21 luglio 2017

Italia
(a cura Redazione “Il sismografo”)
Lucetta Scaraffia ha scritto oggi sull'Osservatore Romano un articolo che condivido in pieno. Dice cose vere, con tono misurato e corretto, affronta ottiche d'analisi spesso dimenticate, ignorate o sottovalutate. E' un testo che vale la pena di leggere per riflettere, per porsi domande e per provare a trovare buone risposte ("I media e il caso di Ratisbona. Due pesi e due misure").
Quando L. Scaraffia ritorna sulla questione sotto gli occhi di tutti dei "due pesi e due misure", annota che i media usano "estrema severità verso l’istituzione ecclesiastica" e poi aggiunge: "Certo, lo sappiamo bene, la Chiesa è un’istituzione speciale, e a essa viene giustamente richiesta un’esemplarità assoluta, ma questo ricorso costante a due pesi e due misure nel giudicare i suoi comportamenti e nell’attribuire responsabilità non giova a nessuno. Non giova alla chiarezza delle questioni, e non giova soprattutto quando si tenta di eliminare ingiustizie, di punire i colpevoli di violenze, di impedire che queste si ripetano."
Sono considerazioni giuste e opportune ma soprattutto di enorme rilevanza perché dire che “la Chiesa è un’istituzione speciale” significa, in altre parole, che è la realtà voluta e fondata da Cristo e da lui deriva direttamente la richiesta di “esemplarità assoluta”. Mentre a tutte le istituzioni umane si possono fare sconti in materia di “esemplarità assoluta”, alla Chiesa non si possono fare e nessuno può chiedere simili trattamenti. La Chiesa è sempre santa. Non è santa con sconti. I  peccatori sono i cristiani che ne fanno parte. E si deve distinguere sempre ricordando che l’asticella però è la Chiesa e non i peccatori. 
Quindi ben venga ogni richiesta di “esemplarità assoluta”. Se si lavora e cammina, dal Papa in giù, sempre, in ogni istante, senza sconti, verso “l'esemplarità assoluta”, prima o dopo arriverà il giorno del "rinnovamento e della guarigione". (Luis Badilla)