domenica 9 luglio 2017

cittadellaeditrice.com
(Andrea Grillo) Se la Congregazione per il Culto divino, sulla scia di Redemptionis Sacramentum (2004) e della circolare sul “rito di pace” (2014) , si occupasse di “materia eucaristica” (“sul pane e il vino per l’Eucaristia”) e lo facesse preoccupata soltanto di “combattere gli abusi”, dimenticando di essere stata trasformata dal Concilio Vaticano II in struttura ufficiale di formazione all’uso prima che di lotta all’abuso – allora ancora una volta ci troveremmo di fronte ad una paradosso: proprio dal centro della curia romana verrebbero discorsi che – pur apparendo in sé corretti – contribuirebbero per la loro impostazione a distorcere gravemente la esperienza eucaristica e non aiuterebbero alla crescita degli usi, limitandosi semplicemente a “combattere abusi”. La realtà è purtroppo già oltre questa mera ipotesi. Propongo qui alcune riflessioni, un poco scandalizzate dal nuovo testo del 15 giugno scorso, e che potranno forse contenerne l’impatto negativo sulle comunità cristiane. (...)