martedì 11 luglio 2017

Italia
Il 15 luglio 1850 nasceva Francesca Saverio Cabrini. Una madre per i migranti di oggi
L'Osservatore Romano
(Maria Barbagallo) Nel centenario della morte di Francesca Saverio Cabrini (1917-2017) le celebrazioni che, nel mese di luglio, accompagnano sempre l’anniversario della sua nascita — che culmineranno il 15 luglio, a Sant’Angelo Lodigiano, nel tradizionale volo di colombe — sono state programmate molto più solennemente e non soltanto nel paese natio ma in molte altre parti d’Italia e del mondo, dove la santa è ben conosciuta.
Nella penisola, in particolare, quest’anno si è assistito a un nuovo e sorprendente interesse per la “madre degli emigranti”, forse perché si sente ancora più forte il bisogno di invocare la sua intercessione per i tanti migranti che drammaticamente raggiungono le coste italiane. Così, nei primi sei mesi di quest’anno oltre ottocento alunni hanno visitato la casa natale di madre Cabrini a Sant’Angelo Lodigiano e altrettanti hanno visitato il museo cabriniano di Codogno. Numerose le parrocchie che hanno dato un’impronta cabriniana alla preparazione ai sacramenti della comunione e della cresima. E molto numerosi sono stati i gruppi italiani, e anche esteri, che hanno sentito il bisogno di avvicinarsi alla storia e all’insegnamento di questa santa.

Varie le mostre su madre Cabrini che si sono susseguite in questi primi sei mesi del 2017. Soprattutto, l’esposizione itinerante dei quadri di Meo Carbone che da Roma a Genova e passando per vari altri centri tra cui Codogno e Sant’Angelo Lodigiano, è arrivata il 7 luglio — giorno che ricorda la canonizzazione di madre Cabrini — alla stazione di Milano già dedicata alla santa degli emigranti nel novembre del 2010.
Non meno interessanti sono gli eventi culturali locali, primo fra tutti la pièce teatrale «Matermundi», dedicata appunto a madre Cabrini, interpretata da Giulia Lazzarini per l’allestimento e la regia di Anna Bonel, dall’11 al 16 giugno a Milano. Particolarmente coinvolgente, lo spettacolo ha visto avvicendarsi sul palco veri giovani emigranti di oggi che hanno narrato frammenti della loro drammatica storia. Il lavoro sarà ripresentato al Piccolo di Milano il 22 dicembre prossimo, proprio nel giorno della morte di madre Cabrini.
Codogno, con il patrocinio del comune, in modo speciale ha già dedicato una mostra delle opere di madre Cabrini, un premio internazionale alle missionarie del sacro cuore di Gesù e ha in preparazione altre tre mostre e un libro con illustrazioni di un pittore locale, Andrea Viani. Altre associazioni internazionali hanno dedicato convegni e premi nel nome di Francesca Saverio Cabrini. Pellegrinaggi, articoli, depliant, in varie lingue sono stati stampati e anche biografie vecchie e nuove sono in procinto di essere ristampate per raccontare la storia di questa santa che vorremmo rivivesse nel cuore di tante persone, gruppi, istituzioni per stimolare a comportarsi con i migranti di oggi come lei ha fatto con gli emigranti di ieri. Alcune case della congregazione e anche altri enti e associazioni si stanno impegnando per ricordare madre Cabrini non solo con celebrazioni, ma per “fare” a vari livelli passi concreti nel nome dell’accoglienza, dell’integrazione scolastica dei bambini immigrati, dell’istruzione e della formazione.
Nel 2000, in un telegramma al parroco di Sant’Angelo Lodigiano, Giovanni Paolo II, aveva chiamato madre Cabrini, «Missionaria della nuova evangelizzazione». Pensiamo che il risveglio intorno a questa santa sia finalizzato a creare uno spazio di evangelizzazione: parlare di lei oggi significa parlare degli emigranti che fuggono dalla morte, che muoiono in viaggio o in mare o nei campi di raccolta, che arrivano esausti, e che noi dobbiamo accogliere. Prima di tutto con il cuore e anche con l’intelligenza di madre Cabrini. Infatti, in circa una ventina di convegni che si stanno celebrando in Italia in quest’anno centenario, il tema dell’emigrazione viene affrontato mettendo in luce soprattutto le esperienze positive di accoglienza. Ed è proprio quello che vuole la patrona degli emigranti.
L'Osservatore Romano, 11-12 luglio 2017