giovedì 20 luglio 2017

Italia
Dossier degli evangelici a vent’anni dall’assemblea ecumenica europea di Graz. Tempo del creato
L'Osservatore Romano
«Raccomandiamo alle Chiese di considerare e promuovere la salvaguardia del creato quale parte integrante della vita della Chiesa a tutti i suoi livelli». E, ancora: «Raccomandiamo alle Chiese di promuovere uno stile di vita orientato ai criteri della sostenibilità e della giustizia sociale e di dare supporto a ogni sforzo mirante a un’economia che risponda agli stessi criteri».
Sono due delle esortazioni contenute nel documento conclusivo della seconda assemblea ecumenica svoltasi venti anni fa, dal 23 al 29 giugno 1997, a Graz, in Austria, sul tema «Riconciliazione, dono di Dio e sorgente di vita nuova». Era la prima volta che un raduno ecumenico di così grande importanza — all’incontro promosso dal Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa e dalla Conferenza delle Chiese europee parteciparono circa diecimila persone appartenenti a diverse confessioni cristiane — affrontava concretamente e direttamente la questione ambientale. Nella convinzione, si legge ancora nel documento, che «l’impegno per la salvaguardia del creato non rappresenta un qualsivoglia campo di azione accanto a molti altri, ma deve costituire una dimensione essenziale della vita della Chiesa». Un reale punto di svolta per tutto il movimento ecumenico e per la formazione all’interno delle comunità cristiane di una coscienza ecologica oggi largamente diffusa ma fino ad allora praticamente quasi del tutto inedita.
Ai vent’anni della storica assemblea ecumenica europea di Graz e, soprattutto, al suo significato per la maturazione dell’impegno per la giustizia climatica è oggi dedicato il dossier «Tempo del creato 2017», realizzato dalla Commissione globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei). «I motivi di questa scelta — spiega all’agenzia Nev.it Antonella Visintin, coordinatrice della Glam — sono molteplici. Nel 1997, Graz è stata un’assemblea di popolo. O meglio, di tutto il popolo di Dio, presente con i vertici delle Chiese ma soprattutto con i semplici fedeli, con una larghissima partecipazione sia dall’occidente, sia dall’oriente europeo». In secondo luogo, ha aggiunto, «è a Graz che ha preso corpo per la prima volta l’idea di una giornata comune dei cristiani europei per il creato sull’esempio di quella celebrata il 1° settembre dal patriarcato ecumenico di Costantinopoli». Dalle raccomandazioni finali dell’assemblea di Graz è dunque partita la definizione del «Tempo del creato», il periodo liturgico ecumenico che va dal 1° settembre al 4 ottobre, festività liturgica di san Francesco d’Assisi.
«Non solo. Le raccomandazioni di Graz — ha ricordato Visintin — indicavano la necessità di costituire una rete ecumenica continentale di responsabili per l’ambiente. Così, l’anno successivo nacque la Rete cristiana europea per l’ambiente (Ecen) e, per quel che riguarda l’Italia, la Fcei costituì una propria commissione ambiente, la futura Glam, che può bene essere definita anche un frutto dell’esperienza di Graz». Per tutte queste ragioni, in occasione del «Tempo del creato 2017», la Commissione globalizzazione e ambiente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia propone un dossier con una scelta di materiali biblici e liturgici prodotti negli ultimi vent’anni come «contributo della commissione al processo di riconciliazione» innescato in terra austriaca.

L'Osservatore Romano, 20-21 luglio 2017