lunedì 3 luglio 2017

NEV
Arriveranno in Italia altri 52 profughi grazie al progetto promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e dalle Chiese protestanti italiane. Raggiunta la quota di oltre 850 – Proposte per la necessaria solidarietà europea di fronte ai continui arrivi di migranti sulle coste italiane.
L’appuntamento per il benvenuto e una conferenza stampa di bilancio è alle 11 di martedì 4 luglio 2017. Arrivo per i giornalisti entro e non oltre le 9.45 alle partenze del Terminal 3 di Fiumicino (presso la rappresentazione dell’Uomo Vitruviano per essere accompagnati nel luogo della conferenza).Intervengono:
Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio
Manuela Vinay, in rappresentanza delle Chiese protestanti italiane
Mario Giro, viceministro degli Esteri, esponenti del ministero dell’Interno
Martedì 4 luglio giungeranno all’aeroporto di Fiumicino altri 52 profughi siriani dal Libano grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese. Con questo nuovo arrivo, costituito da famiglie (e per oltre la metà da minori), sarà raggiunta la cifra di oltre 850 persone, arrivate in sicurezza e legalmente in Italia, dal febbraio 2016, in accordo con i ministeri degli Esteri e dell’Interno.
L’impegno crescente della società civile dimostra che è possibile un modello alternativo per accogliere e integrare uomini e donne, altrimenti vittime dei trafficanti di esseri umani (famiglie con bambini, donne sole, anziani, malati, persone con disabilità). Tutto ciò grazie anche alla generosità di tanti italiani, con un progetto totalmente autofinanziato.
Un modello replicabile, tanto che fra due giorni, il 5 luglio, è previsto all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi il primo arrivo dei corridoi umanitari francesi che adottano lo stesso progetto ecumenico e di società civile in vigore in Italia.
L’accoglienza di domani a Fiumicino sarà anche l’occasione per illustrare alcune proposte sulla necessaria solidarietà di altri Paesi europei di fronte al massiccio afflusso di profughi sulle coste italiane, come il ricorso alla direttiva dell’Unione europea sulla protezione temporanea, lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio.
Per partecipare all’evento giornalisti e operatori dovranno arrivare alle partenze del Terminal 3 di Fiumicino (presso la rappresentazione dell’Uomo Vitruviano) entro non oltre le ore 09.45 per essere accompagnati nel luogo della conferenza.
E' necessario accreditarsi inviando una mail a questo indirizzo: com@santegidio.org indicando la testata giornalistica e il numero di tessera professionale o documento.
E’ possibile utilizzare il parcheggio multipiano (uno speciale ticket per l’uscita verrà consegnato al momento dell’accredito).
Come funzionano i corridoi umanitari?
Dall’Italia un progetto ecumenico segnale di speranza per l’Europa
I corridoi umanitari sono regolati da un Protocollo d’intesa sottoscritto il 15 dicembre 2015 da:
- Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie;
 - Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione;
- Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia; Tavola Valdese; Comunità di Sant’Egidio
I corridoi umanitari sono frutto di una collaborazione ecumenica fra cattolici e protestanti:
Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI), Chiese valdesi e metodiste, Comunità di Sant’Egidio hanno scelto di unire le loro forze per un progetto di alto profilo umanitario. I corridoi umanitari prevedono l’arrivo nel nostro Paese, nell’arco di due anni, di 1000 profughi.
È un progetto-pilota, il primo di questo genere in Europa, e ha come principali obiettivi:
- evitare i viaggi dei profughi con i barconi della morte nel Mediterraneo
- contrastare il micidiale business degli scafisti e dei trafficanti di uomini
- concedere a persone in “condizioni di vulnerabilità” (ad es. vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, donne sole, anziani, malati, persone con disabilità) un ingresso legale sul territorio italiano con visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo;
 consentire di entrare in Italia in modo sicuro per tutti, perché il rilascio dei visti umanitari prevede i necessari controlli da parte delle autorità italiane.
L’azione umanitaria si rivolge a tutte le persone in condizioni di vulnerabilità, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa o etnica.
Le organizzazioni che hanno proposto il progetto allo Stato italiano si impegnano a fornire:
- assistenza legale ai beneficiari dei visti nella presentazione della domanda di protezione internazionale;
-  ospitalità ed accoglienza per un congruo periodo di tempo;
-  sostegno economico per il trasferimento in Italia;
-  sostegno nel percorso di integrazione nel nostro Paese.
La selezione e il rilascio dei “visti per motivi umanitari” – modello per l’Europa
Le associazioni proponenti, attraverso contatti diretti nei paesi interessati dal progetto o segnalazioni fornite da attori locali (ONG, associazioni, organismi internazionali, chiese e organismi ecumenici, ecc.) predispongono una lista di potenziali beneficiari. Ogni segnalazione viene verificata prima dai responsabili delle associazioni, poi dalle autorità italiane. Le liste dei potenziali beneficiari vengono trasmesse alle autorità consolari italiane dei Paesi coinvolti per permetterne il controllo. I consolati italiani nei paesi interessati rilasciano infine dei “visti con validità territoriale limitata”, ai sensi dell’art. 25 del Regolamento (CE) n.810/2009 del 13 luglio 2009 che istituisce il Codice comunitario dei visti, e che prevede per uno Stato membro la possibilità di emettere dei visti per motivi umanitari o di interesse nazionale o in virtù di obblighi internazionali. Per questi motivi i corridoi umanitari si propongono come un modello replicabile negli Stati dell’area Schengen attuando una sinergia virtuosa tra istituzioni e società civile.
L’accoglienza e l’integrazione sono a carico delle organizzazioni promotrici
Una volta arrivati in Italia i profughi sono accolti dai promotori del progetto e, in collaborazione con altri partner, vengono ospitati in diverse case e strutture disseminate sul territorio nazionale, secondo il modello dell’“accoglienza diffusa”. Qui viene loro offerta un’integrazione nel tessuto sociale e culturale italiano, attraverso l’apprendimento della lingua italiana, la scolarizzazione dei minori ed altre iniziative.
L’iniziativa è totalmente autofinanziata
Il progetto dei corridoi umanitari non pesa in alcun modo sullo Stato: i fondi per la realizzazione del progetto provengono in larga parte dall’otto per mille della Chiesa Valdese, ma anche da altre raccolte, come la Campagna di donazioni lanciata dalla Comunità di Sant’Egidio.
La stessa Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (nell’ambito del suo programma Mediterranean Hope) e la Tavola valdese per il tramite della Commissione Sinodale per la Diaconia (CSD), provvedono alle spese per l’ospitalità dei profughi. Inoltre, i promotori del progetto si avvalgono della collaborazione di alcuni partner e associazioni terze. Sta partecipando al progetto anche la Repubblica di San Marino offrendo ospitalità.
Da Beirut a Roma: il 3 luglio in arrivo 52 persone. 850 persone dall’inizio del progetto
Il 3 luglio arrivano altre 52 persone. 34 minori, fra cui una con urgente bisogno di accedere a cure mediche per trapianto di rene, che sarà presa in cura dall’ospedale pediatrico di Torino. 5 singoli, 9 famiglie, per lo più siriane, fra cui un nucleo con 5 minori di cui 3 talassemici gravi. Il 4 febbraio 2016, la prima famiglia ad arrivare con un regolare volo di linea, fu quella della piccola Falak, originaria di Homs (Siria). Il 29 febbraio seguiva il primo cospicuo corridoio umanitario, composto da un centinaio di siriani. Seguirono altri corridoi umanitari sempre dal Libano il 3 maggio, il 16 giugno, il 24 e 25 ottobre, e il 1° e 2 dicembre 2016 e il 30 gennaio, 27 febbraio e 2 marzo 2017, il 27 e 28 aprile, quest’ultimo di 125 persone (tra cui 48 minori), in grande maggioranza siriane, sia musulmane che cristiane. Dall’inizio del progetto complessivamente sono giunti in modo sicuro e legale oltre 850 persone con 14 voli.
Riconoscimenti
Il progetto dei corridoi umanitari ha ottenuto il plauso da diversi esponenti istituzionali italiani ed internazionali, nonché da leader religiosi, primi fra tutti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (3 marzo 2016), e da Papa Francesco (Angelus del 6 marzo 2016), ed è stato insignito in diverse occasioni da prestigiosi premi, come la “Colomba d’oro per la pace”, il premio “Terra e Pace” e il premio “Giuseppe Dossetti”.
Francia. Il primo corridoio su modello italiano in arrivo il 5 luglio
Il modello dei corridoi umanitari è replicabile in tutti paesi dell’area Schengen. Il 14 marzo scorso è stato firmato in Francia un accordo che, con procedure simili a quelle avviate in Italia, permetterà l’arrivo di 500 profughi siriani. I primi beneficiari dei corridoi umanitari francesi sono attesi il 5 luglio, grazie al progetto ecumenico che ricalca quello italiano, e porterà famiglie siriane e irachene in arrivo dal Libano.
Anche altri Stati europei hanno già manifestato la loro attenzione al progetto.