mercoledì 26 luglio 2017

Ghana
Appello contro le miniere illegali in Ghana. Ambiente garanzia del futuro
L'Osservatore Romano
Profonda preoccupazione è stata espressa dall’arcivescovo di Kumasi, monsignor Gabriel Justice Yaw Anokye, per la presenza in Ghana di bande criminali provenienti dall’estero coinvolte nell’estrazione mineraria illecita. Il presule ha esortato il governo a contrastare il fenomeno e impedire che anche la popolazione venga cooptata in queste attività illegali.
Nei giorni scorsi il ministro degli esteri e dell’integrazione regionale, Shirley Ayorkor Botchwey, in occasione di un incontro con i rappresentanti diplomatici degli stati europei e mediorientali svoltosi nella capitale Accra, aveva puntato il dito contro il grande numero di stranieri coinvolti in attività illecite d’estrazione che distruggono terre, foreste e corsi d’acqua, creando danni permanenti all’ambiente.
«Pensare solamente a se stessi e ai propri introiti — ha sottolineato l’arcivescovo di Kumasi — vuol dire non avere cura del proprio paese e delle future generazioni». Il presule ha esortato i ghaniani a non farsi coinvolgere nei traffici illeciti da gente senza scrupoli che mira soltanto a far soldi senza pensare alle nefaste conseguenze dell’attività estrattiva che sta provocano enormi danni al territorio. Rivolgendosi ai numerosi fedeli presenti, monsignor Anokye li ha esortati ad avere cura della casa di Dio e della loro patria. La salvaguardia del creato è fondamentale per garantire un futuro ai giovani.
Il Ghana è attualmente il più importante fornitore d’oro del mondo e, insieme al Sud Africa, il maggior estrattore. Di recente sono state aperte nuove miniere, che hanno scatenato l’arrivo, da tutto il mondo, di minatori senza il possesso di permessi legali.
Ovviamente i danni ambientali sono gravissimi: deforestazione e avvelenamento delle falde acquifere non sono che le conseguenze più evidenti dello sfruttamento indiscriminato delle risorse minerarie, che ha di fatto spazzato via l’attività agricola nelle aree interessate.
Questo fenomeno ha contribuito più di ogni altro alla nascita delle miniere illegali, luoghi pericolosi e insalubri gestiti da personaggi senza scrupoli che impiegano gli ex contadini offrendo loro paghe da fame e nessuna misura di sicurezza, oltre a sfruttare come forza lavoro anche un’altissima percentuale di minori.
Di qui, l’appello della Chiesa affinché il governo intervenga per proteggere la popolazione locale e impedire lo sfruttamento indiscriminato del territorio. «Molte zone del paese — ha ricordato l’arcivescovo — come Timso, Modaso e Diaso sono state prese d’assalto da gente che scava giorno e notte distruggendo anche le falde acquifere».
L'Osservatore Romano, 25-26 luglio 2017