venerdì 21 luglio 2017

L'Osservatore Romano
Dirige da quasi vent’anni il Collège Carmel Saint-Joseph di Mechref, a sud di Beirut, istituto francofono riconosciuto in Libano (e non solo) per lo spirito di apertura e la promozione del dialogo interreligioso. In passato le era stata attribuita per due volte l’onorificenza francese della Palma accademica, il 14 luglio scorso è arrivata invece la nomina a cavaliere della Legion d’onore, unica responsabile religiosa a ricevere il prestigioso riconoscimento. Suor Mariam an-Nour, 66 anni, al secolo Antoinette Awit, carmelitana libanese, è stata premiata per i quarantaquattro anni di insegnamento nel collegio (cominciò nell’anno scolastico 1973-1974, fresca dei suoi studi in filosofia) ma soprattutto per le iniziative concrete che porta avanti quotidianamente sul terreno: dalle cerimonie islamico-cristiane per celebrare l’Annunciazione alla condivisione dell’iftar con gli studenti di tutte le confessioni durante il Ramadan, dalle sessioni di riflessione e analisi con i docenti sulle questioni religiose all’idea di una corale.Nell’istituto cattolico in Libano promuove «una forma di laicità costruita attorno a valori che legano profondamente gli uomini fra loro», dichiara la suora al quotidiano francese «La Croix», che le dedica un approfondimento nell’edizione del 19 luglio. Il Collège Carmel Saint-Joseph accoglie ogni anno 765 allievi, di ogni confessione religiosa, di qualsiasi estrazione sociale e sensibilità politica. Questa apertura all’altro, alle differenze, Mariam an-Nour l’ha attinta dalla propria educazione, in seno a una famiglia di otto figli, molto praticante, oltre che dal suo impegno giovanile con gli scout. Da qui la sensazione di essere «conquistata dalla parola di Cristo, il solo che non può mentire agli uomini». Nel 1975 diviene postulante, data che coincide con l’inizio della guerra civile libanese, durante la quale pronuncerà, nel 1983, i voti solenni. «Negli anni del conflitto — racconta — abbiamo tenuto aperte le porte del nostro istituto, abbiamo lavorato sotto le bombe, ma ci siamo sempre lasciate animare dalla nostra passione per la riconciliazione».
Quando, nel 1998, la sua congregazione le ha chiesto di prendere la guida del collegio, suor Mariam, assieme alle sette religiose della comunità libanese e ai centoventicinque laici del gruppo di inquadramento e insegnamento, si è trovata di fronte a molteplici problematiche legate ai conflitti della regione, profondamente convinta, tuttavia, che «la nostra istituzione ha un ruolo fondamentale da svolgere nell’avvicinamento fra musulmani e cristiani».
L'Osservatore Romano, 21-22 luglio 2017.