giovedì 27 luglio 2017

Francia
Macron: i killer di Hamel volevano seminare odio ma hanno fallito l' obiettivo
Avvenire
(Daniele Zappal) Fratellanza, speranza, perdono cristiano. Un anno dopo, la commemorazione del martirio di padre Jacques Hamel, ieri a Saint-Etienne-du-Rouvray, nella banlieue di Rouen, ha rappresentato per la Francia un' occasione di rara intensità attorno ai valori vissuti e trasmessi per decenni dal sacerdote ottantacinquenne assassinato mentre celebrava la Messa, dopo l' irruzione di due giovani jihadisti. «In questa chiesa, padre Jacques Hamel parlava il linguaggio dell' amore. In questa chiesa, padre Jacques Hamel è stato ridotto al silenzio», ha dichiarato l' arcivescovo di Rouen, Dominique Lebrun iniziando l' omelia della Messa solenne voluta alla stessa ora mattutina di quella di un anno fa: «Ma padre Hamel parla ancora.
La sua vita, la sua morte parlano ben al di là di quanto avrebbe potuto immaginare. La sua vita, la sua morte, parlano, ispirano ma pure gridano. La sua vita, la sua morte s' indirizzano a ciascuno di noi, secondo la sua propria vita, secondo le sue proprie domande o convinzioni ». Rivolgendosi alle alte autorità presenti, a cominciare dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e dal premier Edouard Philippe, il presule ha anche osservato: «No, l' odio non ha trionfato e non trionferà. Raccogliamoci e, se lo desideriamo, preghiamo, preghiamo sotto lo sguardo della croce di Gesù. Eccola là, dove padre Hamel ha dato la sua vita». Ai fedeli e a tutto il Paese, sono giunte pure le parole dell' arcivescovo di Marsiglia e presidente della Conferenza episcopale Georges Pontier: «Che la fratellanza tanto desiderata diventi una realtà. Che ispiri le nostre scelte personali e le scelte di coloro che esercitano responsabilità di qualsiasi ordine». 
In proposito, accanto alla nutrita folla e alle persone incaricate della fase diocesana del processo di beatificazione di padre Hamel, hanno assistito ieri alle commemorazioni in Normandia pure il presidente del Consiglio costituzionale, ministri e parlamentari, alti responsabili giudiziari e militari. Accanto a loro, anche i più alti rappresentanti dell' islam francese, giunti per esprimere pure un nuovo omaggio al perseverante impegno lungo i decenni di padre Hamel per la comprensione e il dialogo fra cristiani e musulmani. In giornata, accanto alla chiesa di Saint Etienne-du-Rouvray, è stata inaugurata una 'stele repubblicana per la pace e la fratellanza e in memoria del padre Jacques Hamel'. Mostra il profilo stilizzato del sacerdote, in mezzo agli articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani «Assassinando padre Hamel ai piedi dell' altare, i terroristi hanno pensato di seminare la sete di rappresaglia tra i cattolici di Francia. Hanno fallito», ha dichiarato il presidente Macron, ringraziando i cattolici francesi per «aver trovato nella loro fede e nelle loro preghiere la forza del perdono». Rivolgendosi poi a tutte le persone raggiunte dal dramma, il capo dell' Eliseo ha assicurato che «il martirio di padre Hamel non è giunto invano, il suo viatico sarà la forza di questo messaggio, della vostra dignità». Un' occasione speciale pure per affermare che «la Repubblica non deve combattere una religione, né sostituirla », essendo suo compito operare «ogni giorno affinché ciascuno possa credere o meno».