sabato 1 luglio 2017

L'Osservatore Romano
Al momento del saluto a Helmut Kohl «i successori dei grandi eroi della storia europea devono fare un esame di coscienza». È quanto ha affermato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, alla cerimonia funebre per l’ex cancelliere tedesco, che si è svolta oggi a Strasburgo. Nella sua orazione, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha ricordato che lo stesso Kohl ha voluto che la cerimonia avvenisse a Strasburgo, sede di istituzioni europee, sottolineando che «per Kohl non c’era contraddizione tra tedesco e europeo: erano due facce della stessa medaglia».Tusk ha invitato tutti a ribadire il «sì all’Unione, sì alla libertà, sì al rispetto dei diritti umani». Juncker ha definito Kohl «un gigante del dopoguerra», ricordando, tra l’altro, l’impegno per la riunificazione della Germania, la commozione al momento dell’allargamento dell’Ue a Est, la spinta per la moneta unica.
Il presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, ha affermato che «non c’è pagina dell’integrazione europea che non abbia l’impronta del coraggio di Kohl», che «ha difeso sempre la libertà contro i muri, le cortine di ferro, i totalitarismi». «L’esempio di Helmut Kohl ci deve guidare per il futuro, dobbiamo scegliere la speranza e mettere da parte la paura, è proprio questo che ci chiedono i cittadini: l’Europa deve rialzare la testa».
L'Osservatore Romano, 1°-2 luglio 2017.