mercoledì 26 luglio 2017

L'Osservatore Romano
L’università egiziana di al-Azhar, la più importante istituzione religiosa del mondo musulmano sunnita, ha deciso di realizzare delle cabine nelle stazioni della metropolitana del Cairo per offrire ai pendolari volantini e materiale informativo contro le idee sbagliate propagandate dall’estremismo islamico.
La decisione giunge dopo gli ultimi, feroci atti di violenza registrati nel paese. E in particolare l’uccisione di ventotto persone addette alla sicurezza, in due attacchi terroristici avvenuti all’inizio di luglio nella penisola del Sinai, vicino ad alcune delle piramidi più famose dell’Egitto.Le autorità egiziane sono preoccupate per il continuo innalzamento della tensione tra musulmani e cristiani: dal mese di dicembre sono oltre cento i cristiani copti uccisi.
L’iniziativa dell’università di al-Azhar vuole proprio porre un freno a questa escalation, correggendo tutte le interpretazioni errate dei testi religiosi che vengono spesso chiamate a pretesto per giustificare atti violenti e di intolleranza.
Le reazioni all’iniziativa sembrano al momento caute: «È possibile che io possa usare in futuro queste cabine — ha dichiarato ad Ap, Abdel Wali Hassan — a volte mi pongo delle domande e questa potrebbe essere l’occasione giusta». Di parere completamente opposto il giovane Adham Youssef, che usa ogni giorno la metropolitana: «Per chi, come me, utilizza la metropolitana due volte al giorno per andare al lavoro o tornare a casa, preferirei che venissero assicurati servizi più efficienti e maggiore sicurezza contro molestie e criminalità comune».
Deciso scetticismo sull’efficacia dell’iniziativa è stato espresso da Gamal Eid, direttore di Arabic Network for Human Rights, il quale si è detto convinto che servirebbero al momento delle misure «volte a contrastare il terrorismo, la corruzione e l’oppressione. Non credo che queste cabine contrasteranno il terrorismo. Questa misura non è una priorità».
Ma secondo Mohi el-Din Afifi, segretario generale dell’accademia di al-Azhar, «con questa iniziativa l’istituzione sunnita sta rendendo un servizio alla nazione e ai suoi cittadini e ne sta curando gli interessi».
L’iniziativa di al-Azhar segue di pochi giorni la proposta dei ricercatori della stessa università rivolta alla presidenza egiziana per un progetto di legge che condanni la violenza in nome del Corano. Presentata a fine giugno agli uffici del presidente della repubblica egiziana, la proposta di legge condanna l’incitazione all’odio e la giustificazione della violenza per motivi religiosi. Il comitato che ha elaborato la proposta di legge era presieduto da Ahmed al-Tayeb, grande imam della moschea di al-Azhar, che intende dimostrare senza indugio la «totale incompatibilità tra la violenza giustificata con argomenti religiosi e la legge islamica».
L'Osservatore Romano, 25-26 luglio 2017.