venerdì 28 luglio 2017

(a cura Redazione "Il sismografo"
(Francesco Gagliano - ©copyright) Dopo l'incontro con il Presidente Santos e con le autorità del paese, Papa Francesco si recherà in visita alla cattedrale di Bogotà. L'evento è previsto per le ore 10.20 circa, in Italia le 17.20. Il Santo Padre, dal balcone del Palazzo Cardinalizio, rivolgerà un breve Saluto ai presenti sullo spazio antistante il temio e poi impartirà la sua Benedizione apostolica. Sempre nel medesimo palazzo il Papa poi prima incontrerà i Vescovi della Colombia e poi - nella sede della Nunziatura - i membri del Comitato direttivo del Consiglio Episcopale latinoamericano (Celam). In questi due incontri il Papa pronuncerà un discorso.
Alle 16.30, in Italia le 23.30, Papa Francesco presso il grande Parco Simón Bolívar, presiederà una solenne Concelebrazione Eucaristica, la prima in terre colombiane.

La Cattedrale di Colombia, ufficialmente chiamata sacrosanta Prima Basilica Cattedrale Metropolitana della Immacolata Concezione di Maria a Bogotá è un edificio neoclassico situato in Plaza de Bolivar, nel centro storico di Bogotà. La cattedrale è la sede dell'arcivescovo di Bogotà e quindi Vescovo Primate della Colombia, insignito del titolo onorifico di Primate di Colombia da Papa Leone XIII, con il Decreto della Congregazione Concistoriale del 7 novembre 1902.
Il tempio è stato progettato da Domingo de Petres ed è stato costruito tra il 1807 e il 1823 nello stesso luogo dove in precedenza sorgevano altri tre edifici che già furono le cattedrali della città. Per la sua importanza storica, architettonica e per il valore culturale, la cattedrale è stata dichiarata monumento nazionale con il decreto 1584 dell'11 Agosto 1975.
La costruzione di un adeguato edificio di culto cristiano fu avviata alcuni decenni dopo l'arrivo dei conquistadores spagnoli nella regione: nel 1565 il primo arcivescovo della città, frate Juan de los Barrios, collocò personalmente la prima pietra per edificare la cattedrale; i lavori durarono per molto tempo, la realizzazione della torre campanaria terminò solo nel 1678 e, nel 1785, un violento terremoto danneggiò a tal punto la struttura che fu deciso di abbatterla parzialmente e ricostruirla nel 1805.
L'allora arcivescovo Fernando Caycedo y Flórez affidò i lavori di ricostruzione all'architetto Cappuccino Domingo de Petrés, lo stesso che progettò l'Osservatorio del Palazzo di Nariño e che influenzò fortemente tutto lo stile architettonico della città, e non solo, nella prima metà del XIX secolo. Alla morte di frate Domingo, nel 1811, i lavori all'interno della struttura erano stati terminati, le opere all'esterno della cattedrale furono quindi dirette da Nicolás León e si conclusero nel 1823, lo stesso anno in cui venne ufficialmente consacrata. Per volontà di Papa Leone XIII il tempio ricevette il titolo onorifico di Primate di Colombia nel 1902.
Risalgono invece alla seconda metà del XX secolo i più recenti interventi alla struttura: nel 1943 lo spagnolo Alfredo Rodríguez Orgaz ha apportato alcune modifiche alla facciata progettate dallo stesso Domingo de petres e che non riuscì a realizzare in vita. Ulteriori cambiamenti sono stati compiuti in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale nel 1968 e la visita di Papa Paolo VI.
Cenni biografici del card. Salazar, arcivescovo di Bogotá.
Il Cardinale Rubén Salazar Gómez, Arcivescovo Metropolita di Bogotá (Colombia), è nato a Bogotá il 22 settembre 1942.
Dopo aver frequentato il seminario arcivescovile Inmaculada Concepción di Ibagué, seguendo tra il 1959 e il 1961 i corsi di filosofia, dal 1962 al 1966 ha perfezionato gli studi alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, conseguendo la licenza in teologia dogmatica.
Il 20 maggio 1967 è stato ordinato sacerdote per l’arcidiocesi di Ibagué, svolgendovi successivamente gli incarichi di direttore spirituale e di professore nel Collegio Tolimense, l’istituto scolastico arcidiocesano fondato nel 1934. Nel 1968 è divenuto vicario cooperatore della parrocchia di Nuestra Señora del Perpetuo Socorro, per poi trasferirsi, nello stesso anno, di nuovo a Roma per gli studi specialistici al Pontificio Istituto Biblico, dove nel 1971 ha ottenuto la licenza in scienze bibliche.
Rientrato in patria, ha prestato servizio pastorale in vari organismi della sua arcidiocesi: è stato professore di Sacra Scrittura nel seminario maggiore dal 1972 al 1987 e poi nuovamente dal 1990 al 1992; dal 1973 ha anche ricoperto per un triennio l’incarico di cappellano del riformatorio maschile di Ibagué; e tra il 1976 e il 1987 è stato parroco dell’Inmaculado Corazón de María e cappellano di un battaglione di fanteria dell’esercito. Nel 1987 è stato nominato direttore del segretariato nazionale di pastorale sociale della Conferenza episcopale colombiana. È stato anche membro del Pontificio Consiglio Cor Unum e rappresentante dei Paesi bolivariani nel consiglio esecutivo di Caritas Internationalis fino al 1990. In quell’anno è diventato parroco di Nuestra Señora de Chiquinquirá e vicario pastorale dell’arcidiocesi.
L’11 febbraio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo di Cúcuta. Il 25 marzo successivo ha ricevuto l’ordinazione episcopale. Tre anni dopo è stato designato amministratore apostolico della prelatura di Tibú e, dal 1998 al 1999, ha svolto lo stesso incarico per l’arcidiocesi di Nueva Pamplona. Nel triennio 1996-1999 ha presieduto la commissione dottrinale della Conferenza episcopale colombiana.
Il 18 marzo 1999 Papa Wojtyła lo ha promosso alla sede arcivescovile di Barranquilla. Nuovi incarichi hanno caratterizzato il periodo successivo al suo arrivo: fino al 2001, e poi dal 2004 al 2005, è stato amministratore apostolico della diocesi di Riohacha; per due mandati, inoltre, ha fatto parte del comitato permanente della Conferenza episcopale colombiana (1999-2005 e 2007-2008).
L’episcopato del Paese lo ha designato come delegato alle assemblee generali ordinarie del Sinodo dei vescovi del 2001, del 2008 e del 2012. Nel 2007 è stato anche delegato dei presuli colombiani alla quinta Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano e dei Caraibi (CELAM) svoltasi ad Aparecida, in Brasile.
Membro del consiglio di presidenza della Conferenza episcopale nel triennio 2002-2005, ha ricoperto nei tre anni successivi l’incarico di presidente della commissione di pastorale sociale e Caritas. Nel 2008 è stato eletto presidente dei vescovi della Colombia, incarico confermatogli per un secondo triennio nel 2011 e mantenuto fino al luglio 2014.
Nel frattempo, l’8 luglio 2010, Benedetto XVI lo ha trasferito alla sede metropolitana di Bogotá. Tra le questioni al centro della sua azione pastorale come arcivescovo della capitale e capo dell’episcopato nazionale, le sfide poste dalla secolarizzazione del Paese — così come riferito al Papa nel settembre 2012 durante la visita ad limina apostolorum — e l’incoraggiamento alle trattative di pace tra il Governo e le Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc), trattative nelle quali la Chiesa mantiene una posizione indipendente ma di fattivo stimolo al dialogo. Convinto assertore della necessità che in Colombia tutte le parti in causa debbano impegnarsi per raggiungere una pacificazione vera e duratura dopo oltre mezzo secolo di conflitto, il Cardinale Salazar Gómez è una delle figure di spicco della Chiesa del Paese e del continente.
Dal 2011 al 2015 è stato primo vicepresidente del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam).
Dal maggio 2015 è presidente del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam).
Ha partecipato alla XIV Assemblea Generale Ordinaria sul tema La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo (ottobre 2015).
Ha partecipato al conclave del marzo 2013 che ha eletto Papa Francesco.
Da Benedetto XVI creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 24 novembre 2012, del Titolo di San Gerardo Maiella.
È Membro:  della Congregazione per i Vescovi; dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica; della Pontificia Commissione per l'America Latina. (Fonte: vatican.va)
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In Colombia con Papa Francesco comincerà il cammino verso la VI Conferenza generale degli Episcopati  dell'America Latina 
(a cura Redazione "Il sismografo")
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