giovedì 27 luglio 2017

Colombia
Papa Francesco in Colombia. La visita a Medellin, cuore della chiesa latinoamericana del post Concilio Vaticano II (6)
(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - Francesco Gagliano - ©copyright) La terza città che il Pontefice visiterà in Colombia è Medellin, dove vi trascorrerà tutta la giornata di sabato 9 settembre, dalle 9 del mattino alle 18 circa del pomeriggio. L'atto principale del programma, molto atteso, è la celebrazione della Santa Messa presso l’Aeroporto Enrique Olaya Herrera della città, alle ore 10.15, lo stesso luogo dove la celebrò Papa Wojtyla il 5 luglio 1986. Nel corso del primo pomeriggio il Papa farà una visita al "Hogar San José" e poi incontrerà i sacerdoti, le religiose, consacrati e consacrate, seminaristi e i loro familiari (Stadio coperto La Macarena). Infine, alle 17.30 Papa Francesco rientrerà in aereo a Bogotá, distante da Medellín 276 km.
Questa città in passato è stata visitata solo da Giovanni Paolo II (1). Paolo VI, anche se si fermò in Colombia per aprire i lavori della Seconda Assemblea generale degli Episcopati latinoamericani (CELAM, 1968), non la visitò. Papa Montini presiedette l'apertura di quest'Assemblea nella sede del CELAM a Bogotà. Poi, i rappresentanti delle 22 Conferenze episcopali lavorarono nella città di Medellín, dal 24 agosto al 5 settembre.
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Medellín è la seconda città per popolazione dopo la capitale Bogotà, è il capoluogo dell'area metropolitana omonima e del dipartimento di Antioquia, è il secondo più grande agglomerato urbano in Colombia nei termini di popolazione e di economia. Sorge nella valle d'Aburrá, tra la Cordigliera Occidentale e la Cordigliera Orientale (una regione centrale delle Ande in Sud America); 10.500 anni fa la valle d'Aburrá era percorsa da tribù nomadi che vivevano di caccia e raccolto. Quando arrivano i conquistadores spagnoli vi trovano stanziata una popolazione nativa numerosa, che oppose poca resistenza.
Gli indigeni erano ormai stanziali e conoscevano l'agricoltura, l'allevamento e la metallurgia (soprattutto dell'oro); ben presto l'occupazione e lo sfruttamento spagnolo causarono la morte o la deportazione di quasi tutta la comunità originaria. Nel 1616 il funzionario della Corona e giudice Francisco de Herrera Campuzano fondò, con l'aiuto di 80 indigeni, il Poblado de San Lorenzo, nell'attuale Parco El Poblado. Nel 1646, siccome le leggi sulla segregazione razziale impedivano l'unione di indigeni con meticci e mulatti e a causa delle precarie condizioni di abitabilità di San Lorenzo, si iniziò la costruzione di un altro agglomerato urbano, chiamato dai nativi "luogo di Aná", nell'attuale centro di Medellín, dove si trova il Parco Berrio e dove venne costruita Nostra Signora della Candelaria de Aná. Tre anni dopo verrà costruita nello stesso posto la Basilica Minore di Nostra Signora della Candelaria, che venne poi ricostruita alla fine del secolo XVIII e conserva tuttora quel nome. 
Da questo momento la città cominciò ad espandersi gradualmente, la richiesta di rifornimenti per le miniere d'oro delle zona vicina venne soddisfatta dalla produzione agricola e dall'allevamento di bestiame a Medellin, che, con un documento firmato dalla regina reggente, Marianna d'Austria, datato 22 novembre 1674, venne ufficialmente battezzata con il nome di Villa de Nuestra Señora de la Candelaria de Medellin a partire dal 20 novembre 1675.
Come per il resto del paese anche Medellin ha cominciato a svilupparsi con grande velocità  a partire dal XIX secolo, specie quando la costruzione della ferrovia la mise in contatto diretto con altri centri più lontani, i traffici commerciali si rafforzarono e l'espansione della città fu una naturale conseguenza dei flussi di colombiani lì giunti per cercare lavoro.
Negli ultimi venticinque anni del XX secolo Medellin è diventato un importante punto di snodo del narcotraffico colombiano, in città un potente cartello di trafficanti ha stabilito il suo quartier generale macchiandosi di numerosi omicidi e altri crimini che hanno fatto correre ai ripari il governo centrale con decisione e fermezza, per arginare l'escalation di morti e faide tra bande. Nel 2002, il tasso di morti violente ogni 100.000 abitanti registrò quota 229 ma, grazie ai programmi sociali e culturali contro la violenza, nel 2005 la cifra è stata portata a 66.1 ogni 100.000 abitanti, una delle più basse degli ultimi anni. In queste ondate di violenza la Chiesa cattolica, e altre confessioni cristiane, hanno pagato un alto prezzo. Sono numerosi i sacerdoti che a Medellín sono stati assassinati per opera dei cartelli del narcotraffico, della microcriminalità urbana e rurale, nonché di gruppo politici e organizzazioni armate di diversa appartenenza.
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Brevi cenni storici delle 5 Conferenze generali degli Episcopati dell'America Latina
La Prima Conferenza Generale dell'Episcopato Latino-Americano fu celebrata nel 1955 a Rio de Janeiro dal 25 luglio al 4 agosto per iniziativa di Papa Pio XII con Lettera Apostolica d'indizione Ecclesiam Christi. Fu inaugurata dal cardinale Adeodato Giovanni Piazza Segretario della Sacra Congregazione Concistoriale, con una funzione religiosa solenne nella chiesa di Nostra Signora di Candelária. Al termine delle sessioni, i 96 Ordinari, di cui 6 cardinali, rappresentanti di tutta la gerarchia cattolica del continente produssero un documento costituito da 11 titoli e un'appendice. Gli argomenti trattati durante i dieci giorni della conferenza furono: Le vocazioni e la formazione del clero secolare; il clero nazionale; i religiosi; Ausiliari del clero; Organizzazione della cura delle anime; mezzi speciali di propaganda; movimenti protestanti e anti-cattolici conservazione e difesa della fede; problemi sociali; Missioni, indigeni e persone di colore; immigrazione e marittimi; il problema della scarsità di clero e possibili soluzioni; Consiglio Episcopale Latino-americano. L'assemblea in particolare approvò all'unanimità la richiesta alla Santa Sede, di creazione del "Consiglio Episcopale Latino-Americano" (CELAM) in seguito costituito con l'approvazione papale il 24 settembre 1955.
La seconda si svolse nel 1968 a Medellín in Colombia dal 24 agosto al 5 settembre, e fu inaugurata durante la visita papale in America Latina da Paolo VI nella Cattedrale di Bogotá, e non a Medellín, per problemi logistici, in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale dal tema La Chiesa nella presente trasformazione dell'America Latina alla luce del Concilio Vaticano II.
La convocazione di Paolo VI il 12 dicembre 1977, fu il preludio della terza Conferenza generale sul tema Il presente e il futuro dell'Evangelizzazione nell'America Latina. Si svolse a 10 anni da quella di Medellin, e fu inaugurata personalmente da Papa Giovanni Paolo II il 28 gennaio 1979 nel Seminario Palafoxiano di Puebla de los Angeles in Mexico. La celebrazione nel Seminario di Puebla e la concelebrazione nella Basilica di Guadalupe del giorno precedente,[4] precedettero l'apertura dell'evento.
In occasione del V Centenario dell'Evangelizzazione dell'America, si svolse la IV Conferenza Generale dell'Episcopato Latino-Americano dal tema Nuova Evangelizzazione, Promozione umana, Cultura cristiana. Fu celebrata nel 1992 dal 12 al 28 ottobre a Santo Domingo e presieduta dal Cardinale Angelo Sodano della Segreteria di Sato con disposizione del Papa, che prima la inaugurò in occasione della sua visita e poi salutò con successivo messaggio all'episcopato.
La V Conferenza Generale dal titolo Discepoli e missionari di Gesù Cristo affinché i nostri popoli in Lui abbiano la vita si tenne dal 13 al 31 maggio 2007 ad Aparecida in Brasile, fu inaugurata da Papa Benedetto XVI con una celebrazione nella piazza del Santuario di Aparecida. Coordinata dal cardinale Giovanni Battista Re Prefetto della Sacra Congregazione per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina, fu una grande spinta e incoraggiamento per la fede dei cattolici in America Latina e nei Caraibi. (Fonte: Cathopedia)

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