venerdì 7 luglio 2017

È monsignor Óscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio, il nuovo presidente della Conferenza episcopale colombiana (Cec) per il triennio 2017-2020. Il presule è stato eletto a conclusione dell’assemblea plenaria svoltasi a Bogotá. Nel corso di una conferenza stampa il neo presidente della Conferenza episcopale ha affrontato diverse questioni aperte, a partire dal cammino di pace e riconciliazione che sta affrontando il paese sudamericano. «Tutti — ha ricordato — stiamo lavorando in vari modi per la pace e, in particolare, siamo entrati in questa nuova fase del cammino: lavorare per la riconciliazione.
Tutti noi colombiani abbiamo un cuore ferito e abbiamo bisogno di un lavoro di riconciliazione, che è un cammino di guarigione». L’arcivescovo di Villavicencio, inoltre, con riferimento al gruppo della guerriglia ancora attivo, l’Esercito di liberazione nazionale (Eln) ha auspicato «che questo gruppo faccia il primo passo per cercare una soluzione attraverso il dialogo».
Sulla visita di Papa Francesco, prevista dal 6 al 10 settembre prossimo, il nuovo presidente della Cec ha specificato che a suo parere essa ha «due particolari significati. Il primo è pastorale. Il Papa viene per animare e rafforzare il lavoro che stiamo facendo. Però non possiamo dimenticare il significato per la vita della nazione» e, in particolare, «per questo processo di riconciliazione che si apre. La riconciliazione non è qualcosa di magico, ma chiede pedagogia, accompagnamento, cammini che si aprono, aiuti profondi. La visita del Papa è per tutto il paese, non solo per le città dove si recherà».
Durante i lavori assembleari, il presidente dell’episcopato uscente, monsignor Luis Augusto Castro Quiroga, arcivescovo di Tunja, ha ribadito la necessità di «cercare una pastorale della verità che sia basata sull’unità nella diversità e che aiuti allo stesso tempo, con tatto e sensibilità, a non cadere nell’errore di credere di detenere l’unica verità». Il presule ha rilevato che «abbiamo bisogno, come vescovi, di deporre qualsiasi arroganza ideologica e spirituale per ascoltare l’altro con il suo bagaglio di verità e in tal modo arriviamo a costruire una volta di più la comunione nella verità». Nel rinnovare l’appello alla riconciliazione e al perdono per tutti i colombiani, monsignor Castro Quiroga ha chiesto all’episcopato per il futuro di «scommettere su un cambiamento culturale che ci insegni a vivere in modo diverso, come cittadini che iniziano ad apprendere e a camminare insieme».
L'Osservatore Romano, 6-7 luglio 2017.