sabato 8 luglio 2017

Canada
Lettera del presidente dei vescovi canadesi. Buon senso e non ideologie
L'Osservatore Romano
Il presidente della Conferenza episcopale canadese e vescovo di Hamilton, monsignor David Douglas Crosby, ha scritto nei giorni scorsi una lettera di tre pagine all’onorevole Chrystia Freeland, ministro degli esteri, esprimendo preoccupazione e disappunto circa il discorso pronunciato da Freeland riguardante la politica estera canadese.
«Nel suo discorso alla camera dei comuni, il ministro degli esteri — si legge sul sito dell’episcopato canadese — aveva associato i diritti delle donne al diritto all’aborto e ai diritti in materia di sessualità e di salute riproduttiva, affermando che questi diritti sono al centro della nostra politica estera».
Nella sua lettera, monsignor Crosby, oltre a esprimere la posizione della Chiesa cattolica e dell’episcopato canadese, sottolinea che l’affermazione del ministro Freeland «è erronea, sbagliata e inquietante». Inoltre, il vescovo di Hamilton ha ricordato che «numerose questioni femminili che avrebbero dovuto essere sollevate, in quanto giustificano un impegno internazionale, sono state del tutto ignorate. Mi riferisco, in particolare, agli accordi economici del Canada con quei paesi dove le ragazze vengono uccise alla nascita perché non sono maschi; dove le donne guadagnano meno degli uomini per lo stesso lavoro o non possono godere degli stessi privilegi di legge, compreso il diritto all’istruzione e alla tutela contro lo stupro, la violenza fisica, o altre forme di abuso». Nella lettera, monsignor Crosby ha anche ricordato che una «parte significativa della popolazione (sia in Canada che all’estero) ritiene che il nascituro sia un essere umano creato da Dio, che merita di vivere e di essere amato», e la corte suprema del Canada è stata unanime nella sua decisione riguardo alla causa “Morgentaler” del 1988 affermando che lo stato ha un interesse legittimo a proteggere il nascituro. Il presidente della Conferenza episcopale, infine, ha insistito sul fatto che «in un contesto di incertezza in cui la voce e la leadership del Canada hanno peso su svariati temi, dal cambiamento climatico alla pace nel mondo, un’ideologia politica non dovrebbe dettare la politica estera, ma anzi dovrebbe prevalere sul buon senso e sui nostri obblighi umanitari verso quanti vivono nel bisogno».
Una copia della lettera di monsignor Crosby è stata inviata anche al presidente del consiglio canadese, Justin Trudeau, e al ministro per lo sviluppo internazionale della Francofonia, Marie-Claude Bibeau.

L'Osservatore Romano, 8-9 luglio 2017