domenica 2 luglio 2017

Bulgaria
Congregazione per le Chiese Orientali
(Parrocchia San Michele Arcangelo, Rakovski, domenica 2 luglio) Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nell'ultimo giorno della Sua visita in Bulgaria, accompagnato dal Nunzio Apostolico S.E. Mons. Anselmo Guido  Pecorari, si è recato dalla capitale a Rakovski, cittadina a maggioranza cattolica della Bulgaria, dove presso la parrocchia di San Michele Arcangelo ha presieduto la celebrazione Eucaristica domenicale e ha conferito il sacramento della Confermazione a 43 ragazzi e ragazze di tredici anni. Il testo dell'omelia è allegato.
Nel pomeriggio, prima di fare rientro a Roma, presso la Nunziatura Apostolica ha ricevuto una delegazione della piccola ma molto attiva comunità libanese maronita, con la quale si è intrattenuto a riflettere sull'odierna situazione del Libano, le comunità maronite nel Paese e nella diaspora, e le prospettive di pace nel tanto tormentato Vicino e Medio Oriente.
Omelia
Eccellenza Reverendissima, Mons. Anselmo Pecorari, Nunzio Apostolico in Bulgaria,
Eccellenza Reverendissima, Mons. Gheorghi Jovčev, Vescovo di Sofia-Plodvid,
Eccellenze, Distinte Autorità,
Reverendi Sacerdoti, Religiosi e Religiose,
Sorelle e fratelli nel Signore!
1.Siamo grati al Signore perché nella Pasqua della settimana, la domenica, Egli ci ha radunato a celebrare l’Eucarestia, nella quale stiamo anche per invocare l’effusione dello Spirito santo su voi, cari giovani che vi apprestate a ricevere la santa Cresima. Vi saluto con affetto, insieme ai vostri padrini, alle vostre famiglie, e a coloro che vi hanno preparato a questo giorno. Siete un segno di speranza e di gioia per tutti noi, perché il dono di Dio accolto dal vostro Si vi costituisce come testimoni del Vangelo di Gesù, di cui il mondo ha ancora molto bisogno, anche se spesso ne sembra dimentico.
2. In tutte e tre le letture che sono state da poco proclamate appare il riferimento al tema della vita: da un lato, il profeta Eliseo, dopo aver sperimentato l’accoglienza e l’ospitalità della donna di Sunem, le fa in nome del Signore una promessa di vita: “L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio tra le braccia”. Nella Lettera ai Romani san Paolo, dopo aver definito il nostro battesimo come “l’immersione nella morte di Gesù”, dichiara che ciascuno di noi è “vivente per Dio, in Cristo Gesù”. Nel vangelo infine, il Maestro afferma che “trova la vita”, chi ha il coraggio di perderla ogni giorno, di consegnarla. Sono tre passaggi in cui la vita si afferma nella sua luce e nella sua bellezza di fronte a situazioni opposte, di bisogno, di peccato, di egoismo o di morte. La donna infatti è stata sinora sterile, pur desiderando dare alla luce un figlio; Paolo ci ricorda che siamo viventi in Gesù perché morti al peccato; il Signore ci mette in guardia dal rischio di pensare la nostra vita secondo un progetto di solitudine, che pensa di poter tenere il mondo tra le mani, ma alla fine si ritrova con un pugno di sabbia che scorre via dalle sue dita.
3. Il mistero pasquale di Gesù, sorgente di tutti i sacramenti della Chiesa, è l’esperienza stessa del Signore che afferma di aver ricevuto la sua vita dal Padre, e di consegnarla tutta nelle sue mani e in quelle degli uomini, che pure lo crocifiggeranno. Comprendete bene, cari giovani, che Cristo non ci affida una indicazione morale o un programma di vita stando lontano da noi, ma ci chiede di essere come Lui che “non ha considerato un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma ha svuotato se stesso, assumendo la condizione di uomo” come scrive Paolo nella lettera ai Filippesi. Essere come Dio ma rimanendo con Lui, in Gesù, al contrario di quanto il serpente nel giardino dell’Eden ha proposto ad Adamo ed Eva: “sarete come Dio”.. ma -  aggiungiamo noi -  facendo a meno di Lui. Questa è la menzogna del Tentatore, che lungo la storia continua ad insidiare l’uomo facendolo credere grande, per poi precipitarlo nella solitudine e nella disperazione per il male che ha compiuto. Rimanendo con il Signore invece voi percorrete quel cammino di divinizzazione, tanto caro alla teologia delle Chiese Orientali, sia cattoliche come ortodosse, cui appartengono molti dei vostri coetanei qui in Bulgaria.
4. Lo Spirito santo, che tra poco si effonderà nuovamente su di voi, ma che opera in voi sin dal giorno del Battesimo, viene in aiuto alla nostra debolezza ed è datore di vita, come sappiamo dalla Scrittura sacra e come recitiamo nel Credo. Il profeta Isaia dice che anche i giovani si stancano e inciampano lungo il cammino della vita: questo può accadere anche a voi, quando – come afferma spesso Papa Francesco, che mi ha chiesto di recarvi il suo saluto e la sua Benedizione – vi lasciate rubare la speranza. Quando non avete il coraggio di sogni grandi e di bene per la vostra vita e quella dell’umanità, quando vi ripiegate in sterili egoismi, quando perdete la fiducia in voi stessi e pensate che non ce la farete a superare le difficoltà, quando pensate di essere soli e vi dimenticate che il Signore è al vostro fianco. Certo, le condizioni del mondo di oggi non sono semplici: le difficoltà economiche, la fatica a trovare un lavoro onesto, la corruzione che permane in tanti sistemi, e poi sentiamo di guerre vicino a noi, ascoltiamo spesso nei dibattiti affermazioni che ci portano ad aver paura degli altri e a chiuderci in sterili forme di nazionalismo, che si va diffondendo un po’ ovunque in Europa. Provate a pensare però a come erano gli Apostoli nel cenacolo prima della Pentecoste: certo, contenti di aver visto il Signore Risorto, ma ancora traballanti per la paura di cosa sarebbe potuto accadere loro ora che Lui era asceso al cielo. Il fuoco dello Spirito santo invece li ha avvolti e ha spalancato le porte del loro cuore e della stanza dove si trovavano, e hanno iniziato ad annunciare il vangelo che è giunto sino a noi, qui in Bulgaria anche grazie a tanti missionari e testimoni, tra i quali mi piace ricordare Cirillo e Metodio. Lo Spirito santo genera gente che si mette in cammino, e in questo modo rende la sua testimonianza. È stato il caso di alcuni figli di questa cara Nazione, e voglio qui ricordare i tre martiri sacerdoti assunzionisti, Josaphat Chicov, Kamen Vitchev e Pavel Djidjov, dei quali San Giovanni Paolo II disse a Plovdiv, nell’omelia di beatificazione: “con il loro dinamismo, la loro fedeltà al vangelo, il loro servizio disinteressato alla Nazione, essi si propongono come modelli per i cristiani di oggi, specialmente per i giovani della Bulgaria che cercano di dare un senso alla loro vita e vogliono seguire Cristo nel laicato, nella vita religiosa o nel sacerdozio”. E volle rimarcare che la sincerità del dono della loro vita non fu soltanto riconosciuta dai compagni di prigionia nel momento estremo del martirio, ma ben prima, dai loro parrocchiani e anche da parte degli ex-alunni del loro collegio, con ricordo vivo da parte di cattolici, ortodossi, ebrei e musulmani: quando la carità è sincera, abbatte ogni confine e barriera, e costruisce una umanità nuova nonostante le sofferenze e talora le persecuzioni.
5. Cari giovani, noi vi diciamo grazie perché tra poco ripeterete il vostro NO al peccato e direte SI a Dio: Egli in cambio si impegnerà con ciascuno di voi segnandovi con il sigillo dello Spirito santo Paraclito. Egli vi aiuti a fare della vostra vita un dono, ad essere fieri ed orgogliosi della eredità cristiana del vostro popolo, ma vivendola nell’oggi come impegno all’accoglienza e alla comunione. Così facendo sarete preziosi nei contesti ove vi trovate: incominciando da quello della vostra famiglia, che vi dato la vita e la prima educazione, e dove forse potrebbero esserci ferite per la divisione o le difficoltà economiche. Siate segno della luce del Signore nella scuola, nel mondo del lavoro, dello sport e nel tempo libero: impegnatevi per cose grandi e costruite amicizie importanti con i vostri coetanei della Chiesa ortodossa e quelli di altre fedi che vivono o sono giunti in Bulgaria più di recente. Ricordate cosa disse il Vescovo Angelo Giuseppe Roncalli, poi papa San Giovanni XXIII, al momento di lasciare la Bulgaria nel 1934, tanto gli era entrata nel cuore: “In qualunque luogo del mondo mi accada di vivere, se alcuno di Bulgaria avrà a passare presso casa mia, durante la notte, fra le difficoltà della vita, troverà sempre una lampada accesa. Batta, batta, non gli sarà chiesto se è cattolico o ortodosso: fratello di Bulgaria!, basta, entri, due braccia fraterne, un cuore caldo di amico lo accoglieranno a festa”. Anche questo può operare lo Spirito: guardare all’uomo come lo guarda Dio, e servirlo come l’ha servito Gesù Cristo. Siate anche voi così, ovunque lo Spirito vi condurrà a vivere!
6. Vi affido alla preghiera di intercessione della Tutta Santa Madre di Dio, Maria Santissima, che giovane fanciulla di Nazareth divenne tempio dello Spirito Santo: Ella vi aiuti sempre, con tenerezza materna, a ripetere al Signore con la vostra vita: Eccomi, si compia di me secondo la tua Parola. Amen.