mercoledì 19 luglio 2017

Africa
Nell’ultimo rapporto del Cuamm. L’Africa che aiuta l’Africa
L'Osservatore Romano
Più di centoventiseimila madri assistite durante il parto e oltre undicimila bambini curati per malnutrizione in sette paesi africani: sono alcuni dei numeri dell’ultimo rapporto di Medici con l’Africa Cuamm. «Sfogliando il nostro Annual Report 2016 — ha spiegato il direttore, don Dante Carraro — ci si accorgerà subito di due cose: è pieno di numeri ed è pieno di volti. Sono due i punti fondamentali: i numeri, infatti, sembrano dire poco da soli, ma dietro i numeri ci sono le persone e le loro storie, le 126.197 mamme assistite nel momento del parto, gli 11.983 bambini trattati per malnutrizione negli ospedali e nei centri di salute, ma anche le 59 ostetriche e i 23 infermieri diplomati nelle scuole da noi sostenute, insieme ai 32 medici laureati in Mozambico nel 2016.
Per noi — ha aggiunto il sacerdote — è importante dare conto di tutto questo, dei nostri risultati, di quello che facciamo per chi ha più bisogno, nella più totale trasparenza, anche finanziaria. In questi ultimi anni, la nostra attività è cresciuta: aumentano i progetti e aumenta il bisogno di sostegno, ma in questo contesto sono orgoglioso di poter sottolineare che del nostro bilancio solo il 4,2 per cento va ai costi di funzionamento».
Sette i paesi di intervento del Cuamm (Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania e Uganda), che nel 2016 ha lavorato in 19 ospedali, 45 distretti, tre scuole per infermieri e ostetriche e una università, coinvolgendo 1628 persone, di cui 421 professionisti qualificati, di provenienza equamente suddivisa tra Europa e Africa. «Per questo il nostro Annual Report è così ricco di volti — dichiara all’agenzia Sir don Carraro — perché per noi le persone sono il significato della vera cooperazione: le relazioni che si creano, il lavorare con gli altri, il costruire insieme. Noi crediamo in una cooperazione che è condivisione di vite: la nostra vera ricchezza sono le persone. Le 1628 risorse umane impegnate nei nostri progetti, accomunate dalla condivisione dei nostri valori e dall’impegno per il diritto alla salute per tutti».
Don Carraro ricorda quanto sia importante la formazione del personale sanitario. In Sud Sudan, per esempio, si sono appena laureate venti nuove ostetriche. «Questa formazione — ha precisato il direttore di Medici con l’Africa Cuamm — è stata fatta da un’ostetrica ugandese che ha lavorato e si è formata con noi. Mi pare che sia anche un esempio bello — conclude — di come l’Africa, che si qualifica, che cresce, diventi capace di mettersi al servizio di paesi africani che sono più fragili, più deboli. Mi viene da dire: un’Africa che aiuta l’Africa».
L'Osservatore Romano, 18-19 luglio 2017