venerdì 9 giugno 2017

Venezuela
Dalle Chiese del continente americano. Solidarietà e comunione
L'Osservatore Romano
Si moltiplicano, soprattutto nel continente americano, le espressioni di comunione e solidarietà delle Chiese locali con il popolo venezuelano alle prese ormai da mesi con una crisi umanitaria e sociale senza precedenti. L’ultima presa di posizione, in ordine di tempo, è quella dell’episcopato messicano che ha appena lanciato un forte appello «perché, uniti come Chiesa, manifestiamo comunione e solidarietà con il popolo nostro fratello e ora sofferente del Venezuela». Di qui anche l’invito a realizzare una raccolta straordinaria di fondi che attraverso i canali della Caritas, si potrà realizzare a livello individuale o tramite una “Colletta speciale” il 18 e 19 giugno prossimi.
Il messaggio è firmato dal presidente della Conferenza episcopale, il cardinale arcivescovo di Guadalajara, Francisco Robles Ortega, e dal segretario generale dell’episcopato, l’ausiliare di Monterrey, Alfonso Gerardo Miranda Guardiola. Ed è indirizzato ai presuli, ai sacerdoti, alle religiose e ai religiosi, ai laici delle diocesi messicane e «soprattutto alle persone di buona volontà».

L’episcopato messicano mette in luce in particolare come «la crisi umanitaria in Venezuela qualificata già “senza precedenti” sta peggiorando, in quanto aumenta la carenza di cibo e medicine». In particolare, il vertiginoso aumento dell’inflazione che ha causato il collasso del sistema sanitario, unito alla violenza, hanno lasciato la popolazione priva di accesso alla nutrizione, all’assistenza sanitaria e ai servizi pubblici di base. «Questa crisi — sottolineano i vescovi — colpisce soprattutto i più vulnerabili, tra cui i bambini».
Nel messaggio vengono evidenziati alcuni allarmanti indicatori «di questa catastrofe umanitaria in cui sono immersi i nostri fratelli». L’ 82 per cento dei venezuelani attualmente vive in condizioni di povertà. L’inflazione annuale cumulata è del 700 per cento, la più alta al mondo, e il Fondo monetario internazionale ne prevede addirittura un aumento al 1200 per cento nel 2018. Le condizioni sanitarie si stanno aggravando a causa della carenza di oltre l’85 per cento dei prodotti farmaceutici. Di qui anche la diffusione di importanti malattie che si pensava debellate, tra cui malaria, difterite e tubercolosi. La malnutrizione acuta nei bambini sotto i 5 anni è triplicata in meno di 2 anni e supera le soglie ritenute di gravità dall’Organizzazione mondiale della sanità.
Iniziativa concreta di solidarietà anche nella diocesi colombiana di Cúcuta, dove in questi giorni è stata aperta una nuova casa di accoglienza per venire in aiuto ai venezuelani, che ogni giorno attraversano il confine a migliaia in cerca di cibo, medicine, generi di prima necessità, e di qualche possibilità di sostegno. La struttura conta di accogliere ogni giorno circa 500 persone, cui vengono offerti cibo, acqua, assistenza spirituale e pastorale. Analoghe iniziative sono state approntate già da alcune settimane anche in Brasile, dove la Caritas nazionale sta moltiplicando gli sforzi per assicurare l’assistenza ai venezuelani che attraversano la frontiera per trovare rifugio.
L'Osservatore Romano, 9-10 giugno 2017