venerdì 16 giugno 2017

Venezuela L'Osservatore Romano
Uno studente universitario di Maracaibo, seconda città più importante del Venezuela e capitale dello stato di Zulia, nell’ovest del paese, è stato ucciso ieri da un furgone che lo ha travolto mentre partecipava a una manifestazione. La notizia è stata data da Laura Valbuena, responsabile per lo stato di Zulia dell’organizzazione non governativa Foro penale venezuelano, che ha identificato la nuova vittima come Luis Enrique Vera Sulbarán, studente dell’Università Rafael Belloso Chacín (Urbe). Secondo quanto ha scritto Valbuena su Twitter, un furgone si è avvicinato a una barricata che bloccava la strada e chi lo guidava ha accelerato per evitare la manifestazione, travolgendo Sulbarán, che è morto sul colpo. Il furgone è stato bloccato dai manifestanti, che lo hanno incendiato.
Nelle stesse ore uno studente diciannovenne è morto raggiunto da un colpo d’arma da fuoco al volto, nello stato di Táchira, a ovest del Venezuela, durante una protesta. Lo ha reso noto il quotidiano «El Nacional». Secondo fonti locali citate dal quotidiano, la giovane vittima si chiamava José Gregorio Pérez e studiava presso l’Instituto Pedagógico Rural Gervasio Rubio (Upel), nella località di Junín. Pérez faceva parte di un gruppo di studenti che avevano bloccato il traffico in una strada locale per protestare contro la mancanza di gas nello stato di Táchira. Sarebbe stato ucciso da un civile armato non identificato.
Intanto sul fronte legale, il procuratore generale del Venezuela, Luisa Ortega Díaz, ha presentato presso il Tribunale supremo di giustizia (Tsg) tre nuovi ricorsi contro il decreto con il quale il presidente Maduro ha convocato un’Assemblea costituente. Nei ricorsi si chiede l’annullamento del provvedimento del capo del governo. Nei documenti presentati al Tsg, Ortega Díaz ha inoltre indicato che, secondo l’articolo 348 della Costituzione, il presidente può proporre la convocazione di una costituente, ma la sua proposta deve essere approvata dal popolo, definito come «potere costituente originario», attraverso un referendum.
Il procuratore ha chiesto anche che venga annullato il recente decreto nel quale si specificano le regole con le quali eleggere i membri della costituente stessa, argomentando che il provvedimento viola i principi costituzionali sul diritto di voto e l’uguaglianza dei cittadini. Lo scontro è destinato a inasprirsi.
L'Osservatore Romano, 16-17 giugno 2017.