mercoledì 21 giugno 2017

Vaticano
Udienza generale. I saluti del Santo Padre ai fedeli e pellegrini di lingua italiana. «Esprimo il mio sincero apprezzamento per la campagna per la nuova legge migratoria: “Ero straniero - L’umanità che fa bene”»
(a cura Redazione "Il sismografo")
Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana.
Sono lieto di accogliere i diaconi del Pontificio Collegio Urbano di Propaganda Fide; le Clarisse francescane missionarie del SS. Sacramento e i missionari di Scheut in occasione dei rispettivi Capitoli Generali: esorto ciascuno a vivere la missione con occhi attenti alle periferie umane ed esistenziali. Saluto il gruppo di sindaci ed amministratori del Logudoro, accompagnati dal Vescovo di Ozieri, Mons. Corrado Melis, e quelli dell’Associazione Città del Santissimo Crocifisso, augurando di svolgere un generoso servizio al bene comune.Saluto il comando per la tutela forestale e ambientale dell’Arma dei Carabinieri, come pure la comunità Amore e Libertà, che incoraggio a sostenere per gli sforzi in favore dell’educazione dei giovani nella Repubblica Democratica del Congo.
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che la comunità internazionale ha celebrato ieri, lunedì scorso ho voluto incontrare una rappresentanza di rifugiati che sono ospitati dalle parrocchie e dagli istituti religiosi romani. Vorrei cogliere questa occasione della Giornata di ieri per esprimere il mio sincero apprezzamento per la campagna per la nuova legge migratoria: “Ero straniero - L’umanità che fa bene”, la quale gode del sostegno ufficiale di Caritas italiana, Fondazione Migrantes ed altre organizzazioni cattoliche.
Un pensiero speciale porgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Venerdì prossimo ricorre la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, giorno in cui la Chiesa sostiene con la preghiera e l’affetto tutti i sacerdoti. Cari giovani, attingete al Cuore di Gesù il nutrimento della vostra vita spirituale e la fonte della vostra speranza; cari ammalati, offrite la vostra sofferenza al Signore, perché effonda il suo amore nel cuore degli uomini; e voi, cari sposi novelli, partecipate all’Eucarestia, perché, nutriti di Cristo, siate famiglie cristiane toccate dall’amore di quel Cuore divino.