lunedì 19 giugno 2017

Vaticano
Lunedì 19 giugno: la giornata del Papa
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze, Nomine. Avviso di conferenza stampa
*** Papa Francesco visiterà Cile e Perù nel gennaio 2018
Sala stampa della Santa Sede
*** Apertura del Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma con il Santo Padre nella Basilica di San Giovanni in Laterano.
 Alle ore 18.15 di oggi, il Santo Padre Francesco ha lasciato in auto il Vaticano per recarsi nella Basilica di San Giovanni in Laterano, dove - alle 19 - ha aperto il Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma, che quest’anno ha per tema “Non lasciamoli soli! Accompagnare i genitori nell’educazione dei figli adolescenti”. Prima del discorso di apertura, alle 18.30, nel Salone del Palazzo dei Canonici, il Papa ha incontrato alcune famiglie di immigrati ospiti delle parrocchie e degli istituti religiosi della Diocesi di Roma.
Discorso del Santo Padre
Cari fratelli e sorelle, buonasera!
Ringrazio per l’opportunità di poter dare inizio a questo Convegno diocesano, nel quale tratterete un tema importante per la vita delle nostre famiglie: accompagnare i genitori nell’educazione dei figli adolescenti.
In queste giornate rifletterete su alcuni argomenti-chiave che corrispondono in qualche modo ai luoghi in cui si gioca il nostro essere famiglia (la casa, la scuola, le reti sociali, la relazione intergenerazionale, la precarietà della vita e l’isolamento familiare).
Mi piacerebbe condividere con voi alcuni “presupposti” che ci possono aiutare in questa riflessione. Spesso non ce ne rendiamo conto, ma lo spirito con cui riflettiamo è altrettanto importante dei contenuti (un bravo sportivo sa che il riscaldamento conta tanto quanto la prestazione successiva). Perciò, questa conversazione vuole aiutarci in tal senso: un “riscaldamento”, e poi starà a voi “giocare tutto sul campo”.
1. In romanesco!
La prima delle chiavi per entrare in questo tema ho voluto chiamarla “in romanesco”: il dialetto proprio dei romani. Non di rado cadiamo nella tentazione di pensare o riflettere sulle cose “in genere”, “in astratto”. Pensare ai problemi, alle situazioni, agli adolescenti… E così, senza accorgercene, cadiamo in pieno nel nominalismo. Vorremmo abbracciare tutto ma non arriviamo a nulla. Oggi vi invito a pensare “in dialetto”. E per questo bisogna fare uno sforzo notevole, perché ci è chiesto di pensare alle nostre famiglie nel contesto di una grande città come Roma. Con tutta la sua ricchezza, le opportunità, la varietà, e nello stesso tempo con tutte le sue sfide. Non per rinchiudersi e ignorare il resto (siamo sempre italiani), ma per affrontare la riflessione, e persino i momenti di preghiera, con un sano e stimolante realismo.
Sala stampa della Santa Sede
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- "Nessuno di noi è un’isola, autonomo e indipendente dagli altri: possiamo costruire il futuro solo insieme, senza escludere nessuno."