mercoledì 7 giugno 2017

(a cura Redazione "Il sismografo")
Card. Parolin, mons. Padrón, Presidente Maduro
(Luis Badilla - ©copyright) Alla vigilia dell'incontro, domani giovedì, della presidenza dell'Episcopato venezuelano e Papa Francesco - mons. Diego Padrón, presidente dela Conferenza episcopale, mons. José Luis Azuaje, primer Vicepresidente, mons. Mario Moronta, secondo Vicepresidente, mons. Víctor Hugo Basabe, Segretario Generale e due cardinali, Jorge Urosa Savino e Baltazar Porras - l'arcivescovo di Caracas Urosa Savino ha dichiarato a Radio Vaticana: "Noi vogliamo incontrare il Santo Padre che ha mostrato un grande interesse, una grande preoccupazione, un grande amore per il Venezuela in questa situazione difficile, di crisi umanitaria, economica, sociale e politica, come anche il Santo Padre ha detto. E ascoltare pure i suoi consigli per un lavoro ecclesiale molto più efficace in mezzo a questa terribile situazione che stiamo vivendo." Poi, il porporato, con riferimento alle proposte che potrebbe portare ad un sblocco della crisi ha aggiunto: "Queste proposte sono state fatte dal cardinale segretario di Stato Parolin in una sua lettera del 2 dicembre 2016, e sono le vie di uscita da questa situazione politica. Il governo deve capire che queste sono le cose che si devono fare per risolvere la crisi politica che abbiamo in questo momento."
A questo punto sembra corretto immaginare dunque che parte importante dell'Udienza del Santo ai presuli del Venezuela potrebbe essere centrata proprio sulla lettera del Segretario di stato del 2 dicembre 2016; lettera inviata a diversi esponenti della vita politica e istituzionale del Venezuela, impegnati allora seppure con non poche difficoltà, in un dialogo dal quale si aspettavano le soluzioni urgenti ai gravi problemi del Paese. Come è ben noto questa missiva venne recapitata alle parti prima dell'incontro dello scorso 6 dicembre, tra il Governo e le opposizioni, che alla fine è stato sospeso e poi rinviato al 13 gennaio 2017. E anche questo appunto è stato sospeso. D'allora le parti non si sono mai più incontrato e lo scontro sociale e politico è cresciuto gravemente al punto che dal 4 aprile ad oggi le vittime sono quasi 70.
Gli incontri tra le parti e la lettera di Parolin
Il 23 ottobre scorso, a Caracas, sotto l'egida dell'Unione delle nazioni sudamericane (Unasur), dopo lunghe e farraginose mediazioni preliminari,  si è aperto un tavolo di dialogo nazionale tra il governo del Presidente Maduro (sostenuto dal partito "chavista" e altri gruppi minori) e i partiti dell'opposizione (almeno 17 partiti). L'11 e 12 novembre il dialogo ha registrato un secondo incontro. Il terzo era programmato per lo scorso 6 dicembre ma non si è potuto fare perché l'opposizione non ha voluto prenderci parte. Nel frattempo nella polemica erano entrati, oltre alle tante e gravi questioni che si trascinano d'anni, due elementi nuovi: la rivelazione dell'esistenza di un'articolata e argomentata lettera del cardinale Segretario di stato Pietro Parolin, rivelata e illustrata parzialmente (e mai smentita dal Vaticano) dalla stampa locale con la sottolineatura di alcune precise richieste, e poi il pesante e volgare attacco al cardinale Parolin da parte del deputato primo vice presidente del partito chavista, Diosdado Cabello; attacco ripetuto giorni dopo al quale si sono aggiunte alcune prese di posizione critiche dello stesso Presidente Maduro.
Il 6 dicembre, alla fine, con numerosi incontri separati con le parti, l'Inviato del Papa mons. Claudio Maria Celli e i Mediatori dell'Unisur, riuscirono a fissare una nuova data per il terzo incontro fallito: il 13 gennaio 2017.
La lettera, tra l’altro, delinea con estrema precisione i profili fondamentali della crisi. Si tratta di un documento piuttosto inedito per la diplomazia vaticana, ma il suo contenuto dimostra che è stato ritenuto fondamentale nonché prioritario alla vigilia dell'incontro rinviato. Nella lettera ci sono tutti i principali elementi della crisi e perciò vale la pena un'analisi dei diversi passaggi del ragionamento della Santa Sede.
1) I sei destinatari
La lettera, tre cartelle fitte, è indirizzata a tutte le parti: Governo, Opposizione e Mediatori. In concreto, il documento, definito nella sua intestazione "confidenziale" (anche se il cardinale Parolin conclude dicendo che la Santa Sede si riserva il diritto di renderlo pubblico nel futuro se lo riterrà necessario) è indirizzata a sei destinatari che sono:
- Capo delle Delegazione dell'opposizione al Tavolo del Dialogo nazionale, Luis Aquiles Moreno
- Segretario generale di Unasur, ex Presidente colombiano Ernesto Samper, organizzazione regionale che guida la mediazione
- I mediatori: gli ex presidenti José Luis Rodríguez Zapatero (Spagna), Martín Torrijos Espino (Panamá) e Leonel Fernández Reyna (Repubblica Dominicana)
- Capo della Delegazione del governo al Tavolo del Dialogo nazionale, Jorge Rodríguez Gómez
2) Cornice delle riflessioni del card. Parolin
Nella lettera, subito dopo l'apertura, il Segretario di stato precisa con chiarezza che le sue considerazioni s'inseriscono a pieno titolo nel documento "Gobierno nacional y la Mesa de Unidad Democrática (MUD) de Venezuela celebran II Reunión plenaria en el marco del diálogo nacional". Ciò significa in concreto che la lettera e le sue considerazioni si muovono all'interno di quanto le parti, dopo i primi due incontri, hanno sancito solennemente per scritto.
(Nota. In fondo si riporta il testo integrale del documento. Diversi contenuti di quest’Accordo vengono ripresi nella lettera del Segretario di stato. Si trascrive anche la Dichiarazione annessa "Convivere in pace")
3) Lettera del cardinale Parolin a nome di Papa Francesco
La lettera porta la firma del cardinale Pietro Parolin ma è una lettera con il crisma pontificio. Il Segretario di stato è perentorio al riguardo: spiegando il motivo del documento il porporato afferma che scrive ai destinatari "a nome e per disposizione del Santo Padre Francesco" (...) "per condividere alcune osservazioni". Dunque tutte le diatribe di esponenti venezuelani che sfidano al cardinale Parolin affinché risponda sull'autore della lettera sono assurde. La lettera, firmata dal suo Segretario di stato, è una decisione del Santo Padre. Punto e basta.
Perciò allo stato attuale quanto si legge nella lettera del Segretario di stato non solo è la visione che la Sede Apostolica ha della crisi venezuelana, ma anche ciò che il Papa desidera, propone e auspica affinché il dialogo sia produttivo, vero ed efficace e soprattutto possa portare presto sollievo e speranza al caro popolo del Venezuela.
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