lunedì 12 giugno 2017

Avvenire
(Stefania Falasca) «Se le religioni fungono da forze di giustizia costituiscono un prezioso alleato per il compito sacro della protezione della dignità umana». Nell’ultimo incontro tenuto il 7 giugno scorso ad Atene sulla questione dei migranti e rifugiati, Migration Challenging European Identity, promosso dal Concordia Europe Summit, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I tenendo una relazione nella quale ricordava ancora una volta la visita compiuta lo scorso anno a Lesbo con papa Francesco, ha ricordato la necessità che i cristiani operino insieme per il bene di tutti.
Nella ricorrenza della festività di san Bartolomeo, che nella Chiesa d’Oriente si celebra l’11 giugno, papa Francesco non ha mancato di inviare un messaggio olografo al «caro fratello Bartolomeo» che qui viene riportato: «In questo giorno in cui le Chiese orientali festeggiano la festa dell'Apostolo San Bartolomeo, faccio mie le parole del Kontakion: "Alla Chiesa sei apparso come grande stella di giorno, con i tuoi insegnamenti come raggi e fasci di miracoli straordinari. Hai illuminato quelli che ti lodano, Apostolo del Signore, o santo Bartolomeo". Spero che, grazie all'intercessione del tuo Patrono celeste, l'Onnipotente e misericordioso Dio possa continuare a concedere a Te e al tuo ministero i suoi abbondanti doni di grazia. Con gratitudine a Dio per il nostro recente incontro in Egitto, è una grande gioia per me che Sua Santità e io condividiamo la convinzione che la testimonianza offerta dai cristiani dei loro legami sempre più stretti e fraterni sia segno di speranza e di consolazione per tutto il mondo. Prego pertanto che cattolici e ortodossi possano continuare sulla strada verso la piena comunione, lavorando insieme per promuovere la pace, la cooperazione e il dialogo a tutti i livelli. Esprimendo i miei desideri più caldi e affidandomi, caro Fratello in Cristo, alle vostre preghiere, volentieri scambio un abbraccio fraterno nel Signore Gesù».