venerdì 23 giugno 2017

L'Osservatore Romano
Il reciproco riconoscimento della sacralità e della dignità di ogni essere umano costituisce oggi «uno degli antidoti più efficaci contro tutto ciò che inquina e avvelena la vita sociale e religiosa, il clima politico ed economico, le relazioni bilaterali e multilaterali». Lo ha ricordato il cardinale Pietro Parolin ai numerosi membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede che hanno partecipato giovedì sera, 22 giugno, alla cena offerta presso la Casina Pio IV in Vaticano. Un incontro — svoltosi alla presenza, tra gli altri, del cardinale Bertello, dell’arcivescovo Becciu, con i vertici della Segreteria di Stato, e del vescovo Sánchez Sorondo — che ha offerto al porporato l’occasione per ringraziare i diplomatici della «buona collaborazione con la Segreteria di Stato e con gli altri organismi della Santa Sede» e del lavoro svolto per «fare conoscere l’insegnamento del Santo Padre e il suo messaggio» nei rispettivi Paesi di provenienza.
«Lavorare per l’accettazione e il rigoroso rispetto della dignità inviolabile di ciascun essere umano — ha voluto ribadire il segretario di Stato nel breve discorso pronunciato dopo le parole di saluto rivoltegli dal decano Armindo Fernandes do Espírito Santo Vieira, ambasciatore di Angola — riguarda la missione specifica del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede». E per questo, ha detto, «continuo più che mai a sognare un mondo in cui gli uomini e le donne del nostro tempo si riconoscano a vicenda come doni sacri dotati di una dignità immensa».
L'Osservatore Romano, 23-24 giugno 2017.