lunedì 5 giugno 2017

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - Francesco Gagliano - ©copyright) Papa Francesco farà Visita al Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il prossimo sabato 10 giugno. In questo contesto presentiamo una breve scheda sullo scambio di visite cominciate 86 anni fa tra i Papi e i Capi dello Stato italiano.
Dalla prima visita di un Presidente della Repubblica d'Italia in Vaticano sono passati ormai 71 anni: era il 31 luglio 1946 quando Papa Pio XII accolse con grande cortesia e affetto Enrico de Nicola, politico che la storiografia ricorda come il primo Presidente della Repubblica (e secondo Capo di Stato dopo Alcide De Gasperi) (1). La storia dei rapporti tra Italia e Vaticano è però più articolata di una semplice elencazione delle Visite di un Pontefice al Quirinale e di un Presidente in Vaticano. Si deve infatti tenere conto che il "conteggio" delle "visite ufficiali", per definizione, esclude visite e incontri informali e privati che alcuni Presidenti hanno avuto con diversi Pontefici.
Vaticano e Regno d'Italia
In assoluto la prima Visita di un Rappresentante del popolo italiano al Papa, in Vaticano, risale a 86 anni fa, quando si recarono ai Sacri Palazzi il Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena per incontrare Pio XI dopo la firma dei Patti Lateranensi che sancirono la nascita giuridica dello Stato Città del Vaticano, mettendo così fine alla "questione romana". Era il 7 giugno 1929. Va ricordato che qualche giorno dopo il Segretario di Stato, cardinale Pietro Gasparri, si recò al Quirinale per ricambiare la visita.
Dieci anni dopo, il 21 dicembre 1939, i Sovrani tornarono in Vaticano ma in quell'occasione furono ricevuti dal nuovo Papa: Pio XII. Il 28 dicembre 1939 Papa Pio XII si recò al Quirinale per ricambiare la visita dei Sovrani d’Italia. Spetta dunque a Papa Pacelli il primato di essere "il primo Papa a visitare il Quirinale" dove in passato risiedevano i Pontefici alcune settimane dell'anno. (Discorso di Pio XII) 
Vaticano e Repubblica d'Italia Il 3 luglio 1962, Giovanni XXIII incontrò il Presidente Antonio Segni in Vaticano e l'11 maggio 1963 si recò a sua volta al Palazzo del Quirinale per ricambiare la visita, diventando così il primo Papa a fare visita alle autorità italiane dopo la nascita della Repubblica. In precedenza (tra 1946 e 1959) tre Presidenti fecero visite ufficiali al Papa in Vaticano: Enrico di Nicola, Luigi Einaudi e Giovanni Gronchi (due volte), ma nessuna di queste visite fu ricambiate dal Pontefice (Pio XII  e Giovanni XXIII) .
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Repubblica Italiana. Riportiamo di seguito l'elenco delle Visite dei Papi al Quirinale e dei Presidenti della Repubblica al Vaticano.
(1) Pio XII.
In Vaticano, senza andare mai al Quirinale per ricambiare le visite, Pio XII ricevette tre Presidenti italiani: Enrico de Nicola (31/07/1946), Luigi Einaudi (15/12/1948) e Giovanni Gronchi (06/12/1955).
(2) Giovanni XXIII.
Papa Roncalli accolse in Vaticano il Presidente Giovanni Gronchi (06/05/1959) e non ricambiò il gesto. Poi ricevete il Presidente Antonio Segni (03/07/1962) e l'11 maggio 1963 andò ad incontrare Segni nel Palazzo del Quirinale, diventando il primo Papa a compiere questo gesto nel periodo della Repubblica. D'allora sono passati 54 anni.
(3) Paolo VI
Papa Montini riceve in Vaticano il Presidente Antonio Segni (24/07/1963) e ricambia la visita al medesimo visitando il Quirinale il 1 gennaio 1964.
E sempre Paolo VI riceve in Vaticano il Presidente Giuseppe Saragat (12/06/1965) al quale ricambia la visita andando al Quirinale il 21 marzo 1966.
Infine Paolo VI riceve in Vaticano il Presidente Giovanni Leone (22/09/1972), ma non ricambia la visita recandosi al Quirinale come aveva fatto con Segni e Saragat. Leone si dimette il 15 giugno 1978.
A questo punto per alterne vicende, soprattutto italiane, si registra un lungo periodo - 12 anni (1972 - 1984) - durante il quale nessun Presidente va in Vaticano e nessun Papa visita il Quirinale.
(4) Giovanni Paolo II.
Papa Wojtyla è il Pontefice che ha incontrato più Presidenti, in concreto 4. In Vaticano ricevette in udienza il Presidente Sandro Pertini (21/05/1984) al quale, il 2 giugno 1984, ricambiò la visita recandosi al Quirinale. Poi fu Francesco Cossiga a far visita al Papa in Vaticano (04/10/1985). Giovanni Paolo II restituì la visita andando al Quirinale il 18 gennaio 1986. Il terzo Presidente italiano che si reca in Vaticano a far visita a Giovanni Paolo II è Oscar Luigi Scalfaro (27/11/1992). A Scalfaro Papa Wojtyla restituirà la cortesia visitando il Quirinale il 20 ottobre 1998. Il quarto Presidente che si reca in Vaticano sotto il pontificato del santo K. Wojtyla è Carlo Azeglio Ciampi (19/10/1999), al quale il Papa non restituisce la visita date le sue precarie condizioni di salute.
(5) Benedetto XVI.
Papa Ratzinger riceve nel Vaticano il Presidente Carlo Azeglio Ciampi (03/05/2005) e contraccambia la cortesia andando al Quirinale il 24 giugno 2005. Poi, Benedetto XVI in Vaticano riceve il Presidente Giorgio Napolitano (20/11/2006) e restituisce la visita recandosi al Quirinale il 4 novembre 2008.
Nota. Sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI incontrarono Presidenti italiani in altre occasioni non ufficiali e formali. Il 23 febbraio 2013, per esempio, il Presidente Napolitano visitò Papa Ratzinger che si accingeva a lasciare il papato il 28 febbraio dopo la sua rinuncia.
(6) Francesco
Papa Francesco visita il Quirinale per incontrare il Presidente Giorgio Napolitano (14 novembre 2013) e restituire così la visita fatta in Vaticano dal Capo dello Stato l'8 giugno 2013. Il 21 novembre 2014 il Presidente Napolitano fece una visita a sorpresa a Papa Francesco (Santa Marta). Napolitano era presente il 19 marzo 2013 quando in San Pietro Papa Francesco iniziò il suo pontificato.
Sabato 18 aprile 2015 il Presidente Sergio Mattarella si reca in Visita ufficiale in Vaticano. E’ la numero 16 di un Presidente italiano realizzata con modalità protocollare “ufficiale”. La Visita di sabato 10 giugno di Papa Francesco al Quirinale è la restituzione de quella del 18 aprile 2015.
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(1) Nel 1945 De Gasperi fu eletto Presidente del Consiglio dei Ministri - il primo dell'Italia repubblicana - per guidare un governo di unità nazionale. De Gasperi governò un primo periodo fino alle elezioni del 1948 e poi un secondo, fino al 1953. Il 12 giugno 1946,  il Consiglio dei Ministri, presieduto da De Gasperi, proclamò la Repubblica prima che la Corte di Cassazione proclamasse i risultati definitivi del referendum del 2 e 3 giugno. A questo punto De Gasperi cominciò a ricoprire la carica di Capo “provvisorio” dello Stato e perciò a lui furono trasmesse le funzioni del ormai ex re Umberto II. Per 19 giorni De Gasperi cumulò, nella sua persona le due più alte cariche dell’Italia: Capo del Governo e Capo dello Stato: dal 12 giugno fino al 1° luglio, quando Enrico de Nicola, eletto Capo provvisorio dello Stato dall'Assemblea Costituente (28 giugno), prese ufficialmente possesso della carica.
Questo singolare passaggio istituzionale, poco conosciuto e non trascritto in molti testi storiografici, si spiega perché il decreto legislativo luogotenenziale del 16 marzo 1946, n. 98, stabiliva che qualora la «maggioranza degli elettori votanti» si fosse pronunciata in favore della Repubblica, al momento della proclamazione dei risultati le funzioni di Capo provvisorio dello Stato sarebbero state esercitate dal Presidente del Consiglio dei Ministri (art.2, terzo comma).