martedì 20 giugno 2017

Svizzera
Duemila morti che chiedono giustizia
L'Osservatore Romano
Il numero di migranti e rifugiati morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno sfiora ormai i duemila. Lo ha annunciato oggi a Ginevra l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) in occasione della giornata mondiale del rifugiato e del migrante. Dall’inizio del 2017 al 18 giugno, l’Oim ha registrato un totale di 81.292 arrivi via mare in Europa (circa l’85 per cento dei quali in Italia) e 1985 morti, riferisce l’agenzia dell’Onu in una nota pubblicata a Ginevra.
Dopo gli incidenti degli ultimi giorni, l’Oim osserva che «il totale dei morti quest’anno nel Mediterraneo si avvicina ai duemila e che avrà superato tale soglia se si confermano notizie dalla Libia di nuovi naufragi. Sebbene il dato sia inferiore al numero di decessi registrati nello stesso periodo dello scorso anno (2911) si tratta del quarto anno consecutivo a registrare un numero di migranti morti nel Mediterraneo superiore ai duemila».

E infatti, sono di queste ultime ore le notizie circa una possibile nuove strage di migranti al largo della Libia. Sopravvissuti a un naufragio, successivamente tratti in soccorso, hanno parlato di almeno 126 dispersi. Il gommone — ha spiegato il portavoce dell’Oim, Flavio Di Giacomo riferendo il racconto di due sudanesi sopravvissuti — era partito qualche giorno fa dalla Libia. Dopo qualche ora di navigazione è stato però raggiunto da trafficanti libici che hanno rubato il motore. Il natante ha così cominciato a imbarcare acqua ed è affondato. Dei 130 passeggeri solo in quattro erano vivi quando un barcone di pescatori libici è arrivato in zona e li ha salvati. I quattro non sono stati però riportati in Libia ma — sempre secondo il racconto fatto dai due sudanesi all’Oim — sono stati rimessi a bordo di un altro gommone di passaggio carico di migranti. Successivamente sono stati nuovamente soccorsi e trasportati a bordo della nave della Guardia costiera che ieri è arrivata nel porto di Palermo con 1096 persone recuperate in più interventi di soccorso nel Mediterraneo.
E sempre ieri ad Augusta sono stati fermati due scafisti, un senegalese e un sudanese, trasferiti nel carcere di Siracusa con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le tariffe pagate per la rischiosa traversata variavano tra 1500 ai 2000 dinari libici, da 900 a 1300 euro a testa.
Intanto, oggi, in occasione della giornata mondiale del rifugiato e del migrante, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha dichiarato: «La ricorrenza della giornata mondiale del rifugiato ci offre l’occasione per riflettere sul dramma di migliaia di uomini, donne e bambini costretti a fuggire da guerre e da situazioni di gravissima crisi. La nostra attenzione e i nostri pensieri devono essere rivolti innanzitutto ai moltissimi che ogni giorno raggiungono le nostre coste». I flussi di profughi e di rifugiati «sono realtà quotidiana, non più eventi occasionali, eccezioni dovute a crisi momentanee». Occorre, quindi, «che il nostro approccio sappia superare la dimensione emergenziale per elaborare, come già stiamo facendo, sempre più efficaci risposte strutturali e di lungo periodo». Questo richiede — ha aggiunto Mattarella — «un forte impegno e un lavoro costante, nella consapevolezza che non saranno interventi estemporanei a eliminare alla radice le cause che spingono così tante persone alla fuga. Servono, invece, scelte strategiche, lungimiranti e ben calibrate, volte a prevenire conflitti, a stabilizzare le regioni più a rischio del pianeta, a combattere le drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici. Scelte — ha aggiunto il capo dello stato — che riguardano l’intera comunità internazionale».
L'Osservatore Romano, 20-21 giugno 2017